Clean price, dirty price e rateo cedolare: come si prezza davvero un'obbligazione
- Il clean price (corso secco) è il prezzo quotato sul mercato, che esclude gli interessi maturati dall'ultimo pagamento cedolare.
- Il dirty price (prezzo tel quel) è quanto realmente si paga per regolare l'acquisto: clean price più il rateo di interessi maturati fino alla data di liquidazione.
- Il rateo cedolare cresce ogni giorno tra una cedola e l'altra e si azzera esattamente nel giorno di stacco della cedola successiva, per poi ricominciare a crescere.
- Comprare un'obbligazione tra due cedole non è un modo per "perdere" gli interessi maturati dal venditore: il compratore rimborsa quel rateo al venditore nel prezzo, e lo recupera per intero incassando la cedola piena al pagamento successivo.
La distinzione tra clean e dirty price è la fonte più comune di confusione quando si guarda per la prima volta il book di negoziazione di un'obbligazione: il prezzo esposto sulla piattaforma è quasi sempre il clean price, ma l'addebito effettivo sul conto è il dirty price. Non è un costo nascosto né una commissione: è semplicemente il meccanismo con cui il mercato ripartisce correttamente gli interessi maturati tra venditore e compratore in un giorno qualsiasi tra due cedole.
Il prezzo che vedi non è (quasi mai) il prezzo che paghi
Chi guarda per la prima volta la schermata di negoziazione di un'obbligazione sul proprio broker nota un prezzo — diciamo 98,50 — e si aspetta di pagare esattamente quella cifra per ogni 100 di valore nominale. Nella maggior parte dei casi non è così: quel numero è il clean price (in italiano, corso secco), e l'importo che verrà effettivamente addebitato al momento del regolamento dell'operazione è quasi sempre diverso, perché include anche gli interessi maturati dall'ultimo pagamento cedolare. Capire questa distinzione è essenziale per non fraintendere il prezzo di un'obbligazione, specialmente a ridosso di una cedola.
Tre definizioni, in ordine
Corso secco (clean price). È il prezzo che viene quotato e mostrato sulle piattaforme di negoziazione, esclusi gli interessi maturati. Sui mercati obbligazionari, titoli di Stato e corporate sono convenzionalmente negoziati e quotati a questo prezzo, che riflette il valore "puro" del capitale del titolo, al netto della componente di interesse accumulato.
Rateo di interesse (o dietimi di interesse). È la quota di cedola già maturata dal giorno dello stacco dell'ultima cedola fino alla data di regolamento dell'operazione. Il Dipartimento del Tesoro (MEF), nella sua documentazione ufficiale sui titoli di Stato italiani, definisce i dietimi di interesse come "la quota di interessi già maturata dallo stacco della cedola immediatamente precedente fino al giorno considerato". Il rateo cresce ogni giorno di calendario che passa, in modo lineare, e si azzera esattamente nel giorno in cui viene staccata (pagata) la cedola successiva — per poi ricominciare a crescere da zero verso la cedola successiva ancora.
Prezzo tel quel (dirty price). È la somma di clean price e rateo: il prezzo effettivamente pagato dal compratore e incassato dal venditore al regolamento dell'operazione. Come riportano le convenzioni di mercato riassunte da Borsa Italiana, "il prezzo pagato al momento della negoziazione (corso tel-quel) equivale alla somma del corso secco e del rateo di interesse" maturato dall'ultimo pagamento cedolare.
La formula, in una riga
Dirty price = Clean price + Rateo cedolare maturato
È una relazione semplice, ma va capita nella sua logica economica, non solo memorizzata come formula.
Perché serve questo meccanismo: un esempio numerico
Riprendiamo l'obbligazione Alfa 4% 2031 già introdotta in questo percorso: valore nominale 1.000 €, cedola annua 4% pagata semestralmente (20 € ogni sei mesi), con stacchi cedola il 1° gennaio e il 1° luglio di ogni anno.
Supponiamo che tu voglia comprare Alfa il 1° aprile, esattamente a metà strada tra lo stacco del 1° gennaio e quello del 1° luglio (90 giorni su un semestre di circa 181 giorni). Il venditore ha detenuto il titolo per 90 di quei 181 giorni, maturando una quota proporzionale della prossima cedola semestrale di 20 €: circa 90 ÷ 181 × 20 € ≈ 9,94 €. Questo è il rateo cedolare che spetta al venditore, anche se la cedola vera e propria (20 € pieni) verrà pagata solo il 1° luglio a chiunque detenga il titolo in quel momento — cioè a te, se lo hai comprato il 1° aprile e lo detieni ancora.
Supponiamo che il clean price quotato in quel momento sia 99,00 (990 € per il nostro taglio da 1.000 € nominali). Il dirty price che pagherai davvero sarà: 990 € + 9,94 € ≈ 999,94 €.
| Componente | Importo |
|---|---|
| Clean price (corso secco) | 990,00 € |
| Rateo cedolare maturato (90/181 giorni × 20 €) | 9,94 € |
| Dirty price (prezzo tel quel, effettivamente pagato) | 999,94 € |
Tre mesi dopo, il 1° luglio, riceverai la cedola piena di 20 €. Di quei 20 €, 9,94 € sono semplicemente il rimborso del rateo che avevi già pagato in eccesso al venditore il 1° aprile; i restanti 10,06 € sono l'interesse che hai effettivamente maturato tu, nei tre mesi in cui hai detenuto il titolo (91 giorni su 181, la parte restante del semestre). Il meccanismo, visto sull'intero ciclo, garantisce che ciascuna delle due parti — venditore e compratore — riceva esattamente gli interessi maturati nel periodo in cui ha effettivamente detenuto il titolo, né un giorno di più né uno di meno.
Perché non è un costo nascosto
Un errore comune è pensare che il rateo pagato al momento dell'acquisto sia una sorta di penalità o commissione aggiuntiva. Non lo è: è un trasferimento di un diritto già maturato dal venditore, che altrimenti perderebbe ingiustamente gli interessi accumulati nel periodo in cui ha detenuto il titolo prima di venderlo. Il meccanismo clean/dirty price esiste proprio per evitare due situazioni scorrette: che il venditore regali al compratore gli interessi già maturati, o che il compratore paghi due volte per lo stesso periodo di interesse (una volta nel prezzo, una volta ricevendo la cedola piena senza che il venditore sia stato compensato per la sua quota).
Perché le quotazioni si fanno a clean price
Se alla fine ciò che conta per il regolamento è il dirty price, perché il mercato quota (e mostra sulle piattaforme) il clean price? La ragione è pratica: il rateo cedolare cresce ogni singolo giorno, quindi un prezzo che lo includesse mostrerebbe un piccolo "salto" verso l'alto ogni giorno anche se il valore di mercato del capitale sottostante non fosse cambiato, e un brusco calo (pari all'intera cedola) nel giorno dello stacco — un andamento a dente di sega che renderebbe più difficile confrontare i prezzi nel tempo o tra titoli diversi. Quotare a clean price isola il movimento di prezzo dovuto a variazioni reali di tasso o di rischio di credito dal movimento meccanico e prevedibile dovuto al semplice trascorrere dei giorni verso la cedola successiva.
Il punto di vista del venditore
Vale la pena guardare lo stesso esempio dalla prospettiva opposta. Chi vendeva Alfa il 1° aprile aveva detenuto il titolo per 91 giorni dello stesso semestre (dal 1° gennaio al 1° aprile), maturando circa 91 ÷ 181 × 20 € ≈ 10,06 € di rateo. Incassando 999,94 € dal compratore (clean price 990 € più il suo rateo di 9,94 €... la piccola differenza tra i due conteggi di giorni, 90 contro 91, dipende da quale delle due date di transizione si include nel conteggio, un dettaglio di convenzione che le piattaforme gestiscono automaticamente), il venditore ottiene esattamente la compensazione per gli interessi maturati nel periodo in cui ha posseduto il titolo, senza dover aspettare fino al 1° luglio per essere pagato per un periodo in cui non era più proprietario del titolo.
Questa simmetria — ogni parte riceve gli interessi relativi al proprio periodo di detenzione, né di più né di meno — è la ragione economica di fondo per cui il meccanismo clean/dirty price esiste, ed è la stessa ragione per cui, negoziando obbligazioni sul mercato secondario in un giorno qualsiasi dell'anno, non c'è mai un momento "conveniente" o "sconveniente" in assoluto per comprare in relazione al rateo: il prezzo tel quel si aggiusta ogni giorno esattamente per neutralizzare quell'effetto.
Convenzioni di conteggio dei giorni: una panoramica
Il calcolo esatto del rateo dipende dalla convenzione di conteggio dei giorni (day count convention) adottata dal titolo specifico. Le più diffuse sui mercati obbligazionari internazionali sono riassunte nella tabella seguente.
| Convenzione | Come conta i giorni | Dove si usa tipicamente |
|---|---|---|
| Actual/Actual | Giorni di calendario effettivi, sia al numeratore sia al denominatore del periodo | Titoli di Stato di molti mercati sviluppati, inclusa l'area euro |
| 30/360 | Ogni mese viene considerato di esattamente 30 giorni, l'anno di 360 | Alcune obbligazioni corporate e strumenti di mercato monetario |
| Actual/365 | Giorni di calendario effettivi al numeratore, anno fisso di 365 giorni al denominatore | Alcuni strumenti di mercato monetario e derivati |
La scelta della convenzione produce differenze piccole ma non nulle nel rateo calcolato per lo stesso numero di giorni di calendario trascorsi: è un dettaglio tecnico che le piattaforme di negoziazione gestiscono automaticamente in base alla documentazione del singolo titolo, ma utile da conoscere per capire perché due fonti diverse possano riportare un rateo leggermente diverso per lo stesso titolo nello stesso giorno.
Rateo e fiscalità: perché la data di acquisto conta
In diversi ordinamenti fiscali, incluso quello italiano, il rateo pagato all'acquisto ha un trattamento fiscale specifico distinto dalla cedola piena successivamente incassata, proprio perché rappresenta un pagamento per interessi maturati prima del periodo di possesso effettivo dell'acquirente. Questo articolo non entra nel dettaglio delle regole fiscali italiane sulle obbligazioni — trattate nell'articolo dedicato di questo ecosistema di contenuti — ma è utile sapere che la distinzione clean/dirty price non è solo una questione di prezzo: ha conseguenze dirette anche sul calcolo delle imposte dovute su un acquisto o una vendita di obbligazioni sul mercato secondario.
Errori comuni
Il primo errore è confrontare il clean price di due obbligazioni con date di stacco cedola diverse aspettandosi che il confronto rifletta il costo totale di acquisto: bisognerebbe sempre guardare al dirty price per un confronto corretto del capitale effettivamente impegnato. Il secondo errore è pensare che comprare un'obbligazione subito prima dello stacco cedola sia svantaggioso perché si "paga il rateo": in realtà si paga un rateo alto ma si incassa quasi subito la cedola piena, mentre comprare subito dopo lo stacco significa pagare un rateo minimo ma aspettare quasi un semestre intero per la cedola successiva — il risultato economico complessivo, a parità di altre condizioni, è equivalente. Il terzo errore è dimenticare che il rateo cedolare ha spesso un trattamento fiscale specifico distinto dalla cedola piena, un tema approfondito nell'articolo dedicato alla tassazione delle obbligazioni in questo stesso ecosistema di contenuti.
Perché questo articolo chiude il blocco delle basi
Con valore nominale, cedola e scadenza (primo articolo), relazione prezzo-rendimento (secondo articolo), le tre misure di rendimento (terzo articolo), gli zero coupon come caso particolare (quarto articolo) e ora clean/dirty price e rateo, hai gli strumenti concettuali di base per leggere correttamente qualunque scheda prodotto di un'obbligazione. Gli articoli successivi di questo percorso — a partire dalla curva dei rendimenti e dalla politica monetaria — costruiscono su queste fondamenta per affrontare temi più avanzati: come i tassi di mercato si muovono nel tempo, come si misura con precisione la sensibilità di prezzo di un titolo, e come si valuta il rischio di credito di un emittente.
Limiti del concetto
Le convenzioni esatte di conteggio dei giorni per calcolare il rateo (dette day count convention) variano tra mercati: alcuni usano il conteggio dei giorni effettivi (actual/actual), altri convenzioni semplificate come 30/360, che assumono mesi di 30 giorni esatti. Questo articolo ha usato, per semplicità didattica, un conteggio approssimato in giorni effettivi; per un calcolo preciso su un titolo reale è necessario verificare la convenzione specifica applicata da quell'emittente o mercato, generalmente indicata nella documentazione del titolo o fornita direttamente dalla piattaforma di negoziazione.
Implicazioni operative
Quando confronti il prezzo di un'obbligazione tra due date diverse, o tra due titoli con cedole sfalsate nel tempo, verifica sempre se stai guardando clean price o dirty price: la maggior parte delle piattaforme mostra il clean price come prezzo principale ma indica separatamente il rateo maturato, spesso in una colonna a parte. Prima di finalizzare un ordine di acquisto, controlla l'importo totale di regolamento (il dirty price moltiplicato per il taglio nominale acquistato): è quello, non il clean price mostrato in prima battuta, il capitale che dovrai effettivamente avere disponibile sul conto. Se stai confrontando più obbligazioni con date di stacco cedola diverse per decidere quale acquistare, ricorda che il rateo incluso nel dirty price non è un costo aggiuntivo che favorisce un titolo rispetto a un altro: è semplicemente una diversa distribuzione temporale dello stesso flusso di cassa complessivo, che si riequilibra automaticamente al pagamento della cedola successiva.
Metodologia
Le definizioni italiane di corso secco, prezzo tel quel e rateo di interesse sono verificate su fonti istituzionali: il portale del Dipartimento del Tesoro (MEF) per la terminologia ufficiale dei titoli di Stato italiani ("dietimi di interesse"), e il glossario di Borsa Italiana per le convenzioni di mercato standard su corso secco e corso tel quel. Il quadro generale sulla meccanica delle cedole è coerente con quanto già stabilito nel primo articolo di questo percorso. L'esempio numerico usa i dati ipotetici dell'obbligazione Alfa 4% 2031 già introdotta in questo percorso.
Fonti
- Investire in titoli di Stato — FAQ (dietimi di interesse) — Ministero dell'Economia e delle Finanze — Dipartimento del Tesoro · Consultato 4 agosto 2026Definizione ufficiale italiana di dietimi di interesse (rateo) sui titoli di Stato.
- Le obbligazioni — Banca d'Italia — L'economia per tutti · Consultato 4 agosto 2026Contesto generale su cedola e meccanismo di maturazione degli interessi.
- Bonds — FAQs — U.S. Securities and Exchange Commission — Investor.gov · Consultato 4 agosto 2026Contesto istituzionale generale su pagamento periodico degli interessi obbligazionari.
- Corso Secco — Glossario Finanziario — Borsa Italiana (Euronext) · Consultato 4 agosto 2026Definizione di corso secco come prezzo di negoziazione al netto del rateo di interesse.
- Corso Tel Quel — Glossario Finanziario — Borsa Italiana (Euronext) · Consultato 4 agosto 2026Definizione di corso tel quel come somma di corso secco e rateo di interesse maturato.
Nota editoriale
Contenuto informativo ed educativo, non consulenza finanziaria, fiscale o legale. Le convenzioni esatte di calcolo del rateo (base di conteggio giorni) possono variare tra mercati ed emittenti: verificare sempre la documentazione specifica del titolo. Per decisioni di investimento individuali rivolgersi a un professionista abilitato.
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