Valore Nominale (Obbligazione)
L'importo fisso su cui si calcola la cedola di un'obbligazione e che l'emittente si impegna a restituire al possessore alla scadenza, salvo default.
Il valore nominale (detto anche valore di rimborso o, per i titoli in inglese, face value o par value) è l'importo di riferimento fissato all'emissione di un'obbligazione, tipicamente 1.000 € per singolo titolo sul mercato retail italiano ed europeo (talvolta tagli diversi per emissioni istituzionali). Ha due funzioni: è la base su cui si calcola l'importo di ogni cedola (cedola = tasso cedolare × valore nominale, diviso per il numero di pagamenti annui), ed è l'importo che l'emittente restituisce al possessore del titolo alla data di scadenza, indipendentemente dal prezzo a cui il titolo è stato comprato sul mercato secondario. Il valore nominale resta fisso per tutta la vita del titolo, salvo i casi particolari delle obbligazioni indicizzate all'inflazione, dove il capitale si rivaluta periodicamente in base a un indice di riferimento, e delle obbligazioni con ammortamento periodico del capitale, dove il rimborso avviene in più tranche prima della scadenza finale invece che in un'unica soluzione. È essenziale non confondere il valore nominale con il prezzo di mercato: quest'ultimo, espresso in punti percentuali rispetto a 100 (dove 100 corrisponde al valore nominale), oscilla continuamente in base a tassi di interesse, tempo residuo a scadenza e rischio di credito percepito dell'emittente, e può essere sopra, sotto o uguale al valore nominale. **Esempio.** Un'obbligazione con valore nominale 1.000 € e tasso cedolare 4% paga una cedola annua di 40 € (o 20 € due volte l'anno, con frequenza semestrale), indipendentemente da quanto sia stato pagato per acquistarla. Se sul mercato secondario quota 97, l'acquirente paga circa 970 € (più il rateo maturato) per un titolo che, a scadenza, gli restituirà comunque l'intero valore nominale di 1.000 €: il divario tra i 970 € pagati e i 1.000 € rimborsati è un guadagno in conto capitale che si somma alle cedole incassate nel calcolo del rendimento a scadenza. **Errore comune e limite.** L'errore più diffuso è giudicare la convenienza di un'obbligazione dal solo livello del prezzo rispetto al valore nominale, senza considerare cedola e scadenza residua: un prezzo sotto 100 non è automaticamente un affare né uno sopra 100 automaticamente sfavorevole, perché entrambi possono riflettere correttamente le condizioni di mercato correnti rispetto al tasso cedolare fissato all'emissione.