Credit Spread
La differenza di rendimento tra un'obbligazione corporate e un titolo di Stato di riferimento con la stessa scadenza, che compensa il rischio di credito aggiuntivo.
Il credit spread è la componente di rendimento aggiuntiva che un'obbligazione corporate (o comunque non priva di rischio di credito) offre rispetto a un titolo di Stato di riferimento della stessa scadenza, considerato benchmark a rischio di credito trascurabile. Si allarga quando il mercato percepisce un aumento del rischio di credito — specifico dell'emittente (downgrade, risultati deludenti) o generalizzato in fasi di stress macroeconomico ("risk-off") — e si restringe quando la percezione di rischio diminuisce. Il movimento del credit spread è concettualmente indipendente da quello dei tassi di interesse generali: un'obbligazione corporate può guadagnare valore anche in un contesto di tassi generali in rialzo, se il suo credit spread si restringe abbastanza da compensare, o viceversa perdere valore anche con tassi generali stabili, se il suo credit spread si allarga per un deterioramento della percezione di rischio di credito specifico dell'emittente. La sensibilità del prezzo a variazioni del solo credit spread si misura con la spread duration. **Esempio.** Un'obbligazione corporate a 5 anni che rende il 5,50%, quando un titolo di Stato comparabile a 5 anni rende il 3,50%, ha un credit spread di 2,00 punti percentuali. Se il rischio di credito percepito dell'emittente peggiora, quel credit spread può allargarsi, ad esempio a 3,00 punti percentuali, facendo scendere il prezzo dell'obbligazione anche se i tassi generali restano invariati. Al contrario, se la percezione di rischio migliora, il credit spread può restringersi, facendo salire il prezzo indipendentemente dai tassi generali, un movimento che può addirittura più che compensare un contemporaneo rialzo dei tassi privi di rischio. **Errore comune e limite.** Un errore comune è attribuire tutti i movimenti di prezzo di un'obbligazione corporate ai soli tassi generali, ignorando che il credit spread si muove per ragioni indipendenti e specifiche dell'emittente, spesso in direzione opposta ai tassi generali nelle fasi di stress macroeconomico più acuto, quando la percezione di rischio di credito peggiora proprio mentre i tassi privi di rischio tendono a scendere.