Non affidarsi solo al rating: un obbligo, non un consiglio

Guida Investimenti18 settembre 2026·MarketSider Research · editor·3 min di lettura

Che cos'è

Una direttiva del 2013 ha modificato la disciplina europea sulle agenzie di rating per introdurre un obbligo rivolto non a chi produce i giudizi ma a chi li usa.

Istituzioni finanziarie e investitori devono condurre una propria valutazione dei rischi di credito, e non affidarsi unicamente o automaticamente ai rating esterni per valutare il merito di un soggetto o di uno strumento.

Perché conta

È inusuale che una norma imponga di non fidarsi di un'informazione regolata. Il fatto che sia stato necessario scriverlo dice qualcosa sul problema che intendeva risolvere.

L'affidamento automatico produce un effetto collettivo. Quando molti operatori hanno vincoli legati alla stessa soglia, un declassamento non produce riconsiderazioni individuali ma vendite simultanee, che amplificano il movimento indipendentemente dal merito.

Come funziona

Ridurre l'eccessivo affidamento sui rating è uno degli obiettivi dichiarati dell'intera disciplina, accanto al rafforzamento dell'indipendenza delle agenzie e alla solidità delle metodologie.

L'obbligo si traduce nella necessità di un processo di valutazione proprio, proporzionato alla dimensione e alla complessità dell'attività. Non richiede di ignorare i rating: richiede di non fermarsi lì.

Per chi investe al dettaglio la norma non si applica direttamente, ma il principio sì: un giudizio sintetico prodotto da un terzo, con un conflitto di interesse noto, è un punto di partenza.

Come si interpreta

La valutazione propria significa guardare grandezze verificabili: capacità di generare cassa rispetto agli impegni, profilo delle scadenze, vincoli contrattuali assunti, garanzie esistenti.

Va anche considerato che il rating cambia con ritardo. I differenziali di mercato incorporano un deterioramento molto prima che il giudizio venga rivisto: quando arriva, spesso conferma ciò che i prezzi dicevano da mesi.

La soglia fra area di qualità elevata e area speculativa merita attenzione particolare, perché è dove gli effetti automatici sono più forti: molti mandati istituzionali vi sono ancorati, e l'attraversamento produce vendite che non riflettono alcuna nuova valutazione.

Per chi investe questo apre una possibilità e un rischio speculari: i prezzi compressi da vendite obbligate possono essere disallineati dal merito, ma il disallineamento può durare a lungo e ampliarsi prima di correggersi.

Errori frequenti

Il primo è usare il rating come unico criterio di selezione.

Il secondo è considerare un declassamento un'informazione nuova, quando il mercato lo aveva già prezzato.

Il terzo è ignorare che i vincoli altrui legati alle soglie possono produrre movimenti di prezzo scollegati dal merito.

Dove si incastra

Questo nodo chiude il tema del rating riportandolo al suo ruolo corretto: un input, non una conclusione.

Da qui in avanti

Il passo successivo guarda a come si costruisce una valutazione propria della perdita attesa.

Metodologia

Come è costruito questo contenuto

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Fonti

  1. Credit rating agencies (Regulation (EC) No 1060/2009) — EUR-Lex — Publications Office of the European Union · Consultato 18 settembre 2026Le agenzie di rating devono registrarsi nell'Unione; dal luglio 2011 l'ESMA ha poteri di vigilanza esclusivi su di esse. Obblighi: evitare i conflitti di interesse (un analista non puo' valutare un soggetto in cui detiene una partecipazione; un azionista con almeno il 5% del capitale dell'agenzia e dell'entita' valutata preclude la valutazione), garantire qualita' e trasparenza con relazione annuale. I rating sovrani sono rivisti almeno ogni sei mesi e pubblicati dopo la chiusura delle borse e almeno un'ora prima della riapertura. La direttiva 2013/14/UE impone di non affidarsi unicamente o automaticamente ai rating esterni.

Nota editoriale

Avvertenza

Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.

Le informazioni di mercato, la normativa e il trattamento fiscale possono cambiare nel tempo e variare in base al Paese e alla situazione individuale. Prima di prendere una decisione, valuta le tue circostanze e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Domande frequenti

Che cosa prevede esattamente la norma?
La direttiva 2013/14/UE ha modificato la disciplina per imporre a istituzioni finanziarie e investitori di condurre una propria valutazione dei rischi di credito, senza affidarsi unicamente o automaticamente ai rating esterni.
Perche' e' stato necessario scriverlo?
Perche' l'affidamento automatico produce comportamenti collettivi: quando molti soggetti hanno vincoli legati alla stessa soglia, un declassamento genera vendite simultanee che amplificano il movimento.
Che cosa significa in pratica?
Che il rating e' un punto di partenza. La valutazione richiede di guardare i flussi, la struttura del debito, le scadenze e le garanzie: il giudizio esterno riassume, non sostituisce.
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