Agenzie di rating: chi le controlla
Che cos'è
Le agenzie di rating esprimono giudizi sulla capacità di un emittente di far fronte ai propri impegni di debito. Per operare nell'Unione devono registrarsi.
Dal luglio 2011 la vigilanza su quelle registrate è esclusiva dell'autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, che ne cura anche la registrazione.
Perché conta
La centralizzazione non è un dettaglio organizzativo. Prima, registrazione e vigilanza erano frammentate fra autorità nazionali, con esiti disomogenei su soggetti che operano per definizione oltre confine.
Conta anche perché il rating ha effetti che vanno oltre l'informazione: influenza il costo del debito e, per molti investitori istituzionali, la stessa possibilità di detenere un titolo.
Come funziona
Gli obiettivi dichiarati della disciplina sono quattro: rafforzare l'indipendenza delle agenzie, promuovere processi e metodologie solidi, attenuare i rischi legati ai rating sovrani, e ridurre l'eccessivo affidamento sui giudizi esterni da parte dei partecipanti al mercato.
Il primo si traduce in regole sui conflitti di interesse; il secondo in requisiti su qualità e trasparenza delle metodologie; il terzo in regole specifiche sulla pubblicazione dei giudizi sugli Stati; il quarto in obblighi posti non alle agenzie ma a chi usa i loro giudizi.
La trasparenza è presidiata anche da un obbligo di pubblicazione: le agenzie registrate devono rendere pubblica una relazione annuale sulla trasparenza.
Come si interpreta
La vigilanza riguarda il processo, non l'esito. Un rating prodotto nel pieno rispetto delle regole può rivelarsi sbagliato: il regime riduce i conflitti e aumenta la trasparenza, non elimina l'errore di valutazione.
Va inoltre distinto il giudizio sull'emittente da quello sulla singola emissione, che possono divergere per effetto di garanzie o di priorità di rimborso.
E va ricordato che il rating è una valutazione ordinale: dice che un emittente è più solido di un altro, non di quanto. La distanza fra due gradini consecutivi non è costante, e sommare o mediare giudizi è un'operazione priva di significato.
Vale infine la pena osservare la prospettiva associata al giudizio, che segnala la direzione probabile della prossima revisione. È spesso l'informazione più tempestiva fra quelle pubblicate.
Errori frequenti
Il primo è leggere la registrazione come garanzia di accuratezza.
Il secondo è confondere il giudizio sull'emittente con quello sul singolo titolo.
Il terzo è trattare la scala come se fosse cardinale, sommando o mediando giudizi che sono ordini.
Dove si incastra
Questo nodo introduce il regime che governa una delle informazioni più usate nel reddito fisso, e apre alle sue debolezze note.
Da qui in avanti
Il passo successivo guarda al conflitto strutturale che la disciplina cerca di contenere.
Metodologia
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Fonti
- Credit rating agencies (Regulation (EC) No 1060/2009) — EUR-Lex — Publications Office of the European Union · Consultato 18 settembre 2026Le agenzie di rating devono registrarsi nell'Unione; dal luglio 2011 l'ESMA ha poteri di vigilanza esclusivi su di esse. Obblighi: evitare i conflitti di interesse (un analista non puo' valutare un soggetto in cui detiene una partecipazione; un azionista con almeno il 5% del capitale dell'agenzia e dell'entita' valutata preclude la valutazione), garantire qualita' e trasparenza con relazione annuale. I rating sovrani sono rivisti almeno ogni sei mesi e pubblicati dopo la chiusura delle borse e almeno un'ora prima della riapertura. La direttiva 2013/14/UE impone di non affidarsi unicamente o automaticamente ai rating esterni.
Nota editoriale
Avvertenza
Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.
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