Futures e forward: l'obbligo per entrambi
Che cos'è
Un future e un forward sono contratti che impegnano entrambe le parti a scambiarsi un'attività a un prezzo fissato a una data futura. Nessuno dei due contraenti ha il diritto di tirarsi indietro: è la differenza sostanziale rispetto a un'opzione.
La distinzione fra i due sta nella forma. Il future è standardizzato — la borsa fissa quantità, qualità e scadenze — si scambia su un mercato regolamentato e passa da una controparte centrale. Il forward è un accordo bilaterale su misura, negoziato fuori borsa.
Perché conta
L'obbligo reciproco cambia il profilo di rischio in modo radicale. Chi compra un'opzione conosce la perdita massima il giorno in cui la compra. Chi apre una posizione in futures no: l'esposizione riguarda l'intero valore nozionale, e il capitale versato è solo una garanzia.
È anche il motivo per cui i futures sono lo strumento naturale della copertura industriale. Un produttore che vuole fissare oggi il prezzo di una merce futura non cerca un diritto: cerca un impegno certo da entrambe le parti.
Come funziona
Il meccanismo che rende praticabile un obbligo reciproco è la marginazione. Per aprire la posizione si versa un margine iniziale; ogni giorno la posizione viene rivalutata e guadagni e perdite vengono regolati in contanti. Se il margine scende sotto una soglia, viene chiesto di reintegrarlo.
Questa rivalutazione quotidiana, unita alla controparte centrale, sostituisce la fiducia bilaterale con una garanzia di sistema. Nel forward quella garanzia non c'è: se la controparte non adempie, il contratto vale quanto la sua solvibilità.
Il mercato dei derivati non quotati resta imponente: le statistiche semestrali della Banca dei Regolamenti Internazionali misurano nozionale in essere, valore di mercato ed esposizione creditizia proprio per tenerne traccia.
Come si calcola
leva = esposizione / capitale impegnato
Con 500 di margine si può controllare un nozionale di 10.000: la leva è 20 a 1. Un movimento del 5% contro la posizione azzera il capitale impegnato, e un movimento maggiore genera una perdita che eccede quanto versato.
È l'aritmetica che spiega perché la marginazione giornaliera esiste: senza, il sistema accumulerebbe perdite non regolate fino alla scadenza.
Come si interpreta
Una posizione in futures va letta sul nozionale, non sul margine. Il margine dice quanto serve per aprirla; il nozionale dice quanto si sta rischiando.
Va poi guardata la scadenza: un future ha una vita definita, e mantenere un'esposizione oltre quella data richiede di chiudere e riaprire sulla scadenza successiva — un'operazione che ha un costo dipendente dalla forma della curva dei prezzi a termine.
Errori frequenti
Il primo è ragionare sul margine come se fosse il capitale a rischio: è la caparra, non il limite della perdita.
Il secondo è confondere future e forward quando si valuta il rischio di controparte: il primo lo trasferisce a una struttura centrale, il secondo lo lascia in capo alle due parti.
Il terzo è trascurare il rinnovo della posizione alla scadenza, che su orizzonti lunghi può incidere più del movimento del sottostante.
Dove si incastra
I futures sono il punto in cui il prezzo atteso di un'attività diventa scambiabile: la curva dei prezzi a termine è un'informazione di mercato a sé stante, letta da chi produce merci, da chi le consuma e da chi gestisce rischio di tasso e di cambio.
Da qui in avanti
Il passo successivo è proprio quella curva: perché i prezzi a termine possono stare sopra o sotto il prezzo a pronti, e che cosa comporta per chi mantiene una posizione nel tempo.
Metodologia
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Fonti
- OTC derivatives statistics — overview — Bank for International Settlements (BIS) · Consultato 18 settembre 2026Statistiche semestrali sul mercato OTC dei derivati: nozionale in essere, valore di mercato ed esposizione creditizia per derivati su tassi, valute, azioni, merci e credito.
Nota editoriale
Avvertenza
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I concetti che spiega
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