Opzioni call e put: il diritto, non l'obbligo

Guida Investimenti18 settembre 2026·MarketSider Research · editor·3 min di lettura

Che cos'è

Un'opzione è un contratto che dà a chi la compra il diritto, non l'obbligo, di comprare (call) o vendere (put) un'attività a un prezzo fissato — lo strike — entro o a una data stabilita. Per quel diritto si paga un premio.

Dall'altra parte del contratto c'è chi la vende: incassa il premio e, in cambio, assume l'obbligo di eseguire se la controparte esercita. È un contratto asimmetrico per costruzione, e quasi tutto ciò che sorprende sulle opzioni discende da questa asimmetria.

Perché conta

Le opzioni permettono di separare la direzione dall'esposizione. Chi compra una call partecipa al rialzo del sottostante impegnando una frazione del capitale che servirebbe a comprarlo; chi compra una put protegge una posizione senza venderla.

Sono anche lo strumento in cui è più facile perdere denaro avendo ragione. Un rialzo che arriva troppo tardi, o troppo debole, lascia un'opzione senza valore pur avendo indovinato la direzione. Capire perché richiede di guardare che cosa compone il premio.

Come funziona

Il valore di un'opzione a scadenza dipende solo dal confronto fra prezzo del sottostante e strike. Prima della scadenza, invece, entrano in gioco il tempo residuo, la volatilità attesa e i tassi.

Chi compra ha una perdita massima nota — il premio — e un guadagno che sulla call non ha un tetto prefissato. Chi vende ha lo specchio: guadagno limitato al premio, perdita potenzialmente molto maggiore. È il motivo per cui la vendita di opzioni scoperte richiede garanzie e non è un'operazione simmetrica alla compera.

Come si calcola

VI_call = max(S − K, 0)
VI_put  = max(K − S, 0)

Con il sottostante a 112 e strike 100, la call ha un valore intrinseco di 12: esercitare conviene. Con il sottostante a 88 e lo stesso strike, la call non vale nulla come diritto — non si esercita in perdita — mentre la put vale 12.

Il valore intrinseco non è il guadagno: il premio pagato resta un costo, e va sottratto per sapere se l'operazione è in utile.

Come si interpreta

Un'opzione si legge su tre coordinate: quanto è distante lo strike dal prezzo corrente, quanto tempo manca, quanta volatilità il mercato sta prezzando.

Un'opzione molto lontana dal prezzo corrente costa poco perché è improbabile che serva: il prezzo basso non è un affare, è una probabilità bassa scritta in cifre. Una vicina al prezzo corrente costa molto di più, ed è quella il cui valore reagisce di più a un movimento del sottostante.

Errori frequenti

Il primo è confondere il diritto con una previsione gratuita: il premio si paga comunque, e se il movimento non arriva entro la scadenza si perde per intero.

Il secondo è vendere opzioni scoperte guardando solo la frequenza con cui scadono senza valore. Funziona spesso e quando non funziona può costare molto più di tutti i premi incassati prima.

Il terzo è trattare l'opzione come un titolo da tenere: il tempo lavora contro chi compra, e una posizione dimenticata perde valore da sola.

Dove si incastra

Le opzioni sono il punto in cui il prezzo di un'attività smette di essere un numero e diventa una distribuzione: il mercato non quota solo dove sta il sottostante, ma quanto pensa che possa muoversi. È la stessa informazione che alimenta gli indici di volatilità e le misure di rischio di portafoglio.

Da qui in avanti

Il passo successivo è scomporre il premio: quanto è valore intrinseco e quanto è il prezzo del tempo e dell'incertezza che restano.

Metodologia

Come è costruito questo contenuto

Questa pagina fa parte di MarketSider Knowledge, il layer esplicativo di MarketSider. È contenuto educativo: spiega concetti, meccanismi e metriche della finanza, e non commenta l'andamento dei mercati.

Ogni nodo nasce dallo stesso schema strutturato, che risponde sempre alle stesse domande: che cos'è, perché conta, come funziona, come si calcola quando esiste una formula, come si interpreta, quali sono gli errori frequenti, come si collega al resto del sistema finanziario e che cosa conviene approfondire dopo.

Prima della pubblicazione il testo viene verificato su quattro piani:

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Fonti

  1. OTC derivatives statistics — overview — Bank for International Settlements (BIS) · Consultato 18 settembre 2026Statistiche semestrali sul mercato OTC dei derivati: nozionale in essere, valore di mercato ed esposizione creditizia per derivati su tassi, valute, azioni, merci e credito.

Nota editoriale

Avvertenza

Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.

Le informazioni di mercato, la normativa e il trattamento fiscale possono cambiare nel tempo e variare in base al Paese e alla situazione individuale. Prima di prendere una decisione, valuta le tue circostanze e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Domande frequenti

Che cosa succede se non esercito l'opzione?
Se a scadenza non conviene esercitarla, l'opzione scade senza valore e la perdita si ferma al premio pagato. Non c'e' alcun obbligo di fare qualcosa: e' la differenza fondamentale rispetto a un future.
Perche' vendere opzioni e' considerato piu' rischioso che comprarle?
Chi compra conosce in anticipo la perdita massima, cioe' il premio. Chi vende incassa un importo limitato e assume un obbligo la cui perdita potenziale non ha un tetto prefissato nel caso della call allo scoperto.
Il valore di un'opzione dipende solo dal prezzo del sottostante?
No. Dipende anche dal tempo residuo, dalla volatilita' attesa e dai tassi di interesse. Due opzioni con lo stesso strike e sottostante possono valere molto diversamente se cambia una di queste condizioni.
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