Obbligazione Subordinata
Un'obbligazione con priorità di rimborso inferiore rispetto ai titoli senior dello stesso emittente, ripagata solo dopo che i creditori senior sono stati soddisfatti.
Un'obbligazione subordinata occupa una posizione inferiore nella gerarchia dei creditori (seniority) di un emittente rispetto ai titoli senior (o ordinari): in caso di default o liquidazione, i detentori di titoli subordinati vengono ripagati solo dopo che tutti i creditori senior sono stati soddisfatti per intero, e prima solo rispetto agli azionisti dell'emittente. Questo posizionamento comporta tipicamente un recovery rate atteso più basso rispetto a un titolo senior dello stesso emittente, a parità di probabilità di default complessiva dell'emittente stesso — motivo per cui le obbligazioni subordinate offrono generalmente un rendimento più alto rispetto ai titoli senior dello stesso emittente, a compensazione di questo rischio strutturalmente aggiuntivo. Per gli emittenti bancari europei, le obbligazioni subordinate hanno un ruolo specifico nel meccanismo di bail-in previsto dalla direttiva BRRD: Banca d'Italia conferma che, nella gerarchia di applicazione delle perdite, gli obbligazionisti subordinati intervengono immediatamente dopo gli azionisti, prima degli obbligazionisti ordinari (senior) e molto prima dei depositi bancari protetti. Le crisi bancarie italiane del 2015-2017 hanno reso questo rischio tangibile per molti risparmiatori che avevano acquistato obbligazioni subordinate percependole erroneamente come strumenti a basso rischio. **Esempio.** In un bail-in che deve assorbire perdite pari al 15% dell'attivo di una banca, se le azioni coprono il 3% e le obbligazioni subordinate un ulteriore 4% (totale 7%), la parte rimanente (8 punti percentuali) viene assorbita anche dagli obbligazionisti senior, ma solo dopo che i subordinati sono già stati azzerati o fortemente ridotti nel loro valore residuo, secondo l'ordine di priorità stabilito dalla normativa. **Errore comune e limite pratico.** Un errore comune, storicamente costoso per i risparmiatori italiani, è considerare un'obbligazione subordinata bancaria come equivalente a un deposito o a un investimento a basso rischio solo perché l'emittente appare solido al momento dell'acquisto: il rendimento più alto offerto compensa un rischio reale e concreto, non teorico, di essere coinvolti precocemente e in modo significativo in un eventuale processo di bail-in bancario.