Esposizione verso un emittente: tutto si somma
Titoli, depositi e derivati verso lo stesso soggetto concorrono allo stesso limite. Perché guardare solo i titoli sottostima.
Avanzato6 min di letturaAggiornato il 19 settembre 2026MarketSider Research
Che cos'è
L'esposizione di un portafoglio verso un soggetto non coincide con i titoli che quel soggetto ha emesso.
La disciplina europea dei fondi armonizzati ne riconosce tre forme e impone di sommarle: strumenti emessi dal corpo, depositi costituiti presso di esso ed esposizione derivante da strumenti derivati negoziati fuori da una sede regolamentata con quel soggetto come controparte.
Perché conta
È il punto in cui una diversificazione apparente si rivela tale.
Un fondo può possedere una quota modesta delle obbligazioni di una banca, tenere la liquidità in deposito presso la stessa banca e avere con essa un contratto di copertura valutaria. Nessuna delle tre posizioni sembra grande; tutte e tre dipendono dalla solvibilità dello stesso soggetto.
Come funziona
Ciascuna forma ha un proprio limite.
Sui titoli vale il limite base del 5 per cento, elevabile al 10 entro il tetto aggregato. Sui depositi presso lo stesso soggetto il limite è del 20 per cento. Sull'esposizione in derivati OTC il tetto è il 10 per cento degli attivi quando la controparte è un ente creditizio qualificato, il 5 per cento in tutti gli altri casi.
Sopra questi limiti individuali opera la regola di somma: le tre componenti insieme non possono portare l'investimento in un singolo corpo oltre il 20 per cento degli attivi. Un fondo non può quindi affiancare il massimo consentito su ciascuna forma.
L'esposizione in derivati è la componente meno visibile. Non compare nell'elenco delle posizioni, è una funzione del valore corrente del contratto e varia nel tempo: un contratto che oggi vale zero domani può rappresentare un'esposizione rilevante.
Per questo la disciplina richiede che l'esposizione sottostante ai derivati non faccia superare, nel complesso, gli stessi limiti previsti per gli investimenti diretti: il derivato non è una scorciatoia per aggirare il tetto.
Come si interpreta
La domanda pratica, guardando un fondo, è chi siano le controparti e la banca depositaria, non solo quali titoli ci siano.
La seconda riguarda l'uso dei derivati. Un fondo che copre sistematicamente il rischio di cambio ha un'esposizione di controparte strutturale, e vale la pena sapere verso chi.
La terza riguarda le fasi di tensione: è esattamente quando la solvibilità di una controparte diventa dubbia che le tre forme di esposizione si manifestano insieme.
Errori frequenti
Il primo è valutare la concentrazione guardando il solo elenco dei titoli.
Il secondo è trattare i derivati di copertura come se non introducessero esposizione: riducono un rischio e ne aggiungono un altro.
Il terzo è ignorare dove sia depositata la liquidità, che in alcuni fondi è una quota tutt'altro che marginale.
Dove si incastra
Questo nodo completa la definizione di esposizione su cui poggiano tutti i limiti di concentrazione.
Da qui in avanti
Il passo successivo guarda a chi conta come un unico soggetto.
Domande
Domande frequenti
Che cosa si somma?
I titoli emessi da quel soggetto, i depositi costituiti presso di esso e l'esposizione derivante da strumenti derivati negoziati fuori mercato con esso come controparte.
Qual è il tetto complessivo?
Le tre componenti insieme non possono portare l'investimento in un singolo corpo oltre il 20 per cento degli attivi, anche quando ciascuna presa da sola rispetterebbe il proprio limite.
Quali limiti valgono sui derivati OTC?
L'esposizione verso la controparte non può superare il 10 per cento degli attivi quando si tratta di un ente creditizio qualificato, e il 5 per cento in tutti gli altri casi.
Fonti
EUR-Lex — Publications Office of the European UnionNormativaFonte principale
Directive 2009/65/EC on the coordination of laws, regulations and administrative provisions relating to undertakings for collective investment in transferable securities (UCITS)Articolo 52: un OICVM non può investire più del 5 per cento degli attivi in strumenti emessi dallo stesso corpo, ne' più del 20 per cento in depositi presso di esso; l'esposizione in derivati OTC verso una controparte non può superare il 10 per cento se è un ente creditizio, il 5 per cento negli altri casi. Gli Stati membri possono elevare il 5 al 10 per cento, purche' la somma delle posizioni superiori al 5 non ecceda il 40 per cento; titoli, depositi ed esposizione OTC verso lo stesso corpo non possono comunque superare insieme il 20 per cento. Il limite sale al 35 per cento per emittenti sovrani e al 25 per cento per obbligazioni bancarie assistite da vigilanza speciale, con tetto aggregato dell'80 per cento. Le società dello stesso perimetro di consolidamento sono un unico corpo. Articolo 53: per i fondi che replicano un indice riconosciuto il limite sale al 20 per cento, e al 35 per un solo emittente in condizioni eccezionali di mercato. Articolo 54: la deroga sovrana piena richiede almeno sei emissioni diverse, nessuna oltre il 30 per cento degli attivi. Articolo 55: non più del 10 per cento in quote di un singolo altro organismo di investimento collettivo.
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