Dal VaR all'expected shortfall: misurare la coda

Guida Investimenti18 settembre 2026·MarketSider Research · editor·3 min di lettura

Che cos'è

Il value-at-risk indica una soglia: con una certa probabilità, la perdita su un dato orizzonte non supera quel valore.

L'expected shortfall risponde alla domanda successiva: quando la soglia viene superata, quanto si perde in media?

La differenza sembra tecnica e riguarda esattamente la parte della distribuzione dove i danni avvengono.

Perché conta

Il value-at-risk ha un limite strutturale: è muto su ciò che sta oltre la soglia. Due portafogli possono avere lo stesso valore a rischio e perdite molto diverse nei casi peggiori.

Non è una sottigliezza accademica. Nel gennaio 2016 il quadro rivisto sui requisiti patrimoniali per il rischio di mercato ha sostituito il value-at-risk con una misura di expected shortfall calcolata in condizioni di stress, per assicurare una cattura prudente del rischio di coda e mantenere l'adeguatezza patrimoniale nelle fasi di forte tensione.

Come funziona

Entrambe le misure richiedono tre scelte: l'orizzonte temporale, il livello di probabilità e il metodo di stima della distribuzione.

Il metodo è la scelta più delicata. Assumere la normalità rende il calcolo immediato e sottostima sistematicamente la coda. Usare la distribuzione empirica osservata evita l'ipotesi ma dipende dal periodo campionato: se non contiene crisi, non le rappresenta.

La calibrazione su periodi di stress risponde proprio a questo: invece di misurare il rischio nelle condizioni correnti, lo si misura come si manifesterebbe in condizioni severe già osservate.

Come si interpreta

Nessuna delle due misure è un limite di perdita. Sono descrizioni statistiche condizionate a ipotesi dichiarate, e vanno lette insieme a quelle ipotesi.

L'expected shortfall è preferibile quando la forma della coda conta, cioè quasi sempre per un portafoglio con esposizioni non lineari.

E vale la pena ricordare che entrambe misurano il rischio di prezzo in condizioni di mercato funzionante: non catturano l'impossibilità di uscire da una posizione.

Un'ultima avvertenza riguarda l'aggregazione. Il valore a rischio di un portafoglio non è la somma di quelli delle singole posizioni: la diversificazione lo riduce, e la riduzione dipende da correlazioni stimate. L'expected shortfall ha qui un vantaggio tecnico, perché la misura aggregata non può risultare superiore alla somma delle sue parti.

Errori frequenti

Il primo è leggere il VaR come perdita massima.

Il secondo è confrontare misure calcolate con orizzonti o livelli di probabilità diversi.

Il terzo è stimarle su periodi privi di eventi estremi e considerarle rappresentative.

Dove si incastra

Queste misure sono il punto in cui la statistica dei rendimenti diventa un numero su cui si prendono decisioni di capitale e di esposizione.

Da qui in avanti

Il passo successivo guarda a ciò che nessuna delle due cattura: il tempo necessario per uscire.

Metodologia

Come è costruito questo contenuto

Questa pagina fa parte di MarketSider Knowledge, il layer esplicativo di MarketSider. È contenuto educativo: spiega concetti, meccanismi e metriche della finanza, e non commenta l'andamento dei mercati.

Ogni nodo nasce dallo stesso schema strutturato, che risponde sempre alle stesse domande: che cos'è, perché conta, come funziona, come si calcola quando esiste una formula, come si interpreta, quali sono gli errori frequenti, come si collega al resto del sistema finanziario e che cosa conviene approfondire dopo.

Prima della pubblicazione il testo viene verificato su quattro piani:

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Fonti

  1. Revised framework for market risk capital requirements issued by the Basel Committee — Bank for International Settlements (BIS) — Basel Committee on Banking Supervision · Pubblicato 14 gennaio 2016 · Consultato 18 settembre 2026Il quadro rivisto sostituisce il value-at-risk con una misura di expected shortfall in condizioni di stress, per catturare in modo prudente il rischio di coda e mantenere l'adeguatezza patrimoniale nelle fasi di tensione. Introduce orizzonti di liquidita' differenziati al posto di un unico orizzonte uniforme, e ridefinisce il confine fra portafoglio di negoziazione e portafoglio bancario.

Nota editoriale

Avvertenza

Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.

Le informazioni di mercato, la normativa e il trattamento fiscale possono cambiare nel tempo e variare in base al Paese e alla situazione individuale. Prima di prendere una decisione, valuta le tue circostanze e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Domande frequenti

Che cosa dice esattamente il VaR?
Che con una certa probabilita' la perdita non supera una certa soglia in un dato orizzonte. Non dice nulla su quanto si perde nei casi in cui quella soglia viene superata: e' il suo limite strutturale.
Che cosa aggiunge l'expected shortfall?
La perdita media condizionata al superamento della soglia. Risponde alla domanda che il VaR lascia aperta: quanto si perde quando si perde piu' del previsto.
Perche' il quadro prudenziale ha cambiato misura?
Il quadro rivisto sui requisiti di capitale per il rischio di mercato, pubblicato nel gennaio 2016, ha sostituito il value-at-risk con una misura di expected shortfall in condizioni di stress per catturare in modo prudente il rischio di coda.
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