Stress Test di Portafoglio
Verificare come si comporterebbe un portafoglio in condizioni di mercato estreme (una crisi passata rivissuta o uno shock ipotetico severo), per capire l'entità delle perdite potenziali oltre le medie storiche.
Lo stress test consiste nel simulare l'impatto di uno scenario di mercato estremo su un portafoglio, per stimare la perdita potenziale in condizioni che le misure di rischio 'normali' (deviazione standard, VaR calcolato su periodi tranquilli) tendono a sottostimare. Gli scenari possono essere storici (rivivere sul portafoglio attuale un evento realmente accaduto, come il crollo azionario del 2008 o lo shock dei tassi del 2022) oppure ipotetici (costruire uno shock specifico e severo su una o più variabili, es. 'cosa succede se lo spread BTP-Bund raddoppia in un mese'). A livello bancario, gli stress test sono uno strumento regolamentare centrale: la Banca Centrale Europea e l'EBA conducono periodicamente stress test bottom-up sulle principali banche europee, richiedendo di stimare l'impatto di scenari avversi condivisi su capitale e bilancio, con metodologie definite insieme al Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS). Per un portafoglio di investimento personale, lo stress test si traduce in pratica nel chiedersi: 'se domani si ripetesse un evento come quello del 2008 o del 2020, quanto perderebbe il mio portafoglio attuale, dati i suoi pesi e le sue esposizioni?'. A differenza del drawdown massimo storico (che guarda cosa È successo davvero al portafoglio o a un indice), lo stress test permette di testare scenari che non si sono ancora verificati nella composizione attuale del portafoglio, ed è quindi utile soprattutto quando la composizione è cambiata rispetto al passato o quando si vuole valutare l'esposizione a rischi specifici (es. un forte rialzo dei tassi, un crollo del settore tecnologico, una crisi valutaria).