Risk Parity
Strategia di costruzione di portafoglio in cui ogni asset class contribuisce in parti uguali al rischio totale, invece che al capitale investito — tipicamente ottenuta usando leva sugli asset a bassa volatilità come le obbligazioni.
Il risk parity è un caso specifico di risk budgeting in cui il budget di rischio viene distribuito in parti perfettamente uguali tra tutte le componenti del portafoglio, invece che in base al capitale investito. Il concetto è stato formalizzato in letteratura da Edward Qian (PanAgora, 2005), ma è diventato noto al grande pubblico soprattutto attraverso Bridgewater Associates di Ray Dalio, che lanciò il primo fondo basato su questi principi nel 1996. Il problema che il risk parity risolve è quello descritto nel risk budgeting: in un portafoglio 60% azioni/40% obbligazioni, la componente azionaria — molto più volatile — finisce per dominare il rischio complessivo nonostante il peso in capitale non sia enormemente superiore. Il risk parity riequilibra questo squilibrio riducendo il peso in capitale delle asset class più volatili (azioni) e aumentando quello delle asset class meno volatili (obbligazioni), spesso utilizzando leva finanziaria sulla componente obbligazionaria per mantenere un rendimento atteso complessivo competitivo nonostante il minor peso azionario. Il risultato tipico è un portafoglio con un peso in capitale obbligazionario molto più alto del tradizionale 40%, bilanciato da leva, in modo che ciascuna asset class contribuisca in modo comparabile al rischio complessivo. L'All Weather Portfolio di Bridgewater è l'esempio più noto di applicazione pratica di questi principi, bilanciando l'esposizione al rischio (non al capitale) tra quattro scenari macroeconomici. I limiti principali del risk parity riguardano proprio l'uso della leva: aumenta la sensibilità del portafoglio ai costi di finanziamento e può amplificare le perdite in scenari in cui azioni e obbligazioni scendono contemporaneamente (come accaduto nel 2022), uno scenario che il modello tradizionalmente considerava raro proprio perché storicamente le due asset class avevano mostrato una correlazione negativa o bassa.