Risk Budgeting
Costruire un portafoglio decidendo quanto rischio (non quanto capitale) assegnare a ciascun asset o strategia, controllando esplicitamente il contributo di ciascuno al rischio totale.
Il risk budgeting è un approccio alla costruzione di portafoglio che sposta il punto di partenza dall'allocazione del capitale all'allocazione del rischio. Invece di decidere 'quanti euro' destinare a ciascun asset, si decide 'quanta parte del rischio complessivo del portafoglio' ciascun asset può contribuire — il suo 'budget di rischio'. Il contributo al rischio di un singolo asset non dipende solo dal suo peso in portafoglio, ma anche dalla sua volatilità individuale e dalla sua covarianza con gli altri asset: un asset con un peso in capitale piccolo ma molto volatile o poco correlato con il resto può contribuire al rischio totale in modo sproporzionato rispetto al suo peso nominale. Il risk budgeting rende esplicito questo effetto: si fissano dei limiti (budget) su quanto ciascuna posizione, asset class o strategia può contribuire al rischio complessivo, e i pesi in capitale vengono derivati di conseguenza, spesso ricalcolati periodicamente man mano che volatilità e correlazioni cambiano nel tempo. Questo approccio è particolarmente utile quando un portafoglio combina asset class con volatilità molto diverse tra loro (es. azioni e obbligazioni): un'allocazione 60/40 in capitale può in realtà avere il 90% o più del rischio complessivo concentrato nella componente azionaria, perché le azioni sono storicamente molto più volatili delle obbligazioni; il risk budgeting rende visibile e gestibile questo squilibrio, invece di lasciarlo implicito nell'allocazione in capitale. Il risk parity, di cui il risk budgeting è la logica generale, è un caso specifico: quello in cui il budget di rischio è distribuito in parti uguali tra tutte le componenti del portafoglio.