Rischio di Longevità
Il rischio di sopravvivere al proprio capitale accumulato, tanto più rilevante quanto più lunga è l'aspettativa di vita residua al momento del pensionamento.
Il rischio di longevità è il rischio finanziario legato all'incertezza sulla durata della propria vita: un pensionato che pianifica i propri prelievi su un orizzonte troppo breve rispetto alla propria effettiva aspettativa di vita rischia di esaurire il capitale mentre è ancora in vita, con conseguenze potenzialmente gravi sul proprio tenore di vita negli ultimi anni. Questo rischio è distinto ma collegato al rischio di sequenza dei rendimenti (l'impatto dell'ordine in cui arrivano i rendimenti di mercato durante i prelievi): entrambi incidono sulla sostenibilità di un piano di decumulo, ma il rischio di longevità riguarda specificamente l'incertezza sulla durata del periodo di prelievo, non sulla sequenza dei rendimenti finanziari in quel periodo. Il principale strumento per mitigare il rischio di longevità è la rendita vitalizia, tipicamente offerta come opzione di erogazione dai fondi pensione complementari: per definizione, una rendita vitalizia non si esaurisce mai, indipendentemente da quanto a lungo viva il beneficiario, perché il rischio individuale viene trasferito e mutualizzato dalla compagnia assicurativa che la eroga tra l'intera platea di assicurati. Un capitale prelevato autonomamente da un conto titoli, al contrario, rimane esposto pienamente al rischio di longevità individuale, salvo una gestione molto conservativa del tasso di prelievo. Questo rischio è tanto più rilevante quanto più lunga è l'aspettativa di vita attesa al momento del pensionamento, un fattore che dipende da elementi individuali come lo stato di salute e la storia familiare di longevità, oltre che dalle tendenze demografiche generali di allungamento della vita media, che rendono la pianificazione su orizzonti di 25-30 anni o più sempre più la norma piuttosto che l'eccezione per chi va in pensione oggi. Una strategia comune per gestire questo rischio combina una quota di rendita vitalizia, dedicata a coprire le spese essenziali con certezza assoluta, con un capitale libero gestito con un tasso di prelievo flessibile per le spese discrezionali, dove una maggiore variabilità del reddito disponibile è più facilmente tollerabile senza compromettere il tenore di vita di base. Il rischio di longevità è distinto ma collegato al rischio di sequenza dei rendimenti, che riguarda invece l'impatto dell'ordine in cui arrivano i rendimenti di mercato durante i prelievi: entrambi incidono sulla sostenibilità di un piano di decumulo, ma agiscono su dimensioni diverse del problema, la durata incerta della vita da un lato, la variabilità dei mercati dall'altro.