Effetto Gennaio
Anomalia stagionale dei mercati azionari per cui i titoli — specialmente le small cap — tendono a performare meglio a gennaio rispetto agli altri mesi. Spiegato principalmente dalla vendita per loss harvesting fiscale a dicembre e dai rimborsi di bonus in gennaio.
L'Effetto Gennaio è stato documentato per la prima volta da Sidney Wachtel nel 1942 e confermato empiricamente da Sidney Rozeff e William Kinney nel 1976. I meccanismi proposti: (1) Tax-loss selling — gli investitori USA vendono i titoli in perdita a dicembre per cristallizzare le minusvalenze (deducibili fiscalmente), deprimendo i prezzi; a gennaio riacquistano o acquistano sostituti, generando domanda aggiuntiva; (2) Bonus reintegration — i bonus di fine anno vengono investiti a gennaio; (3) Window dressing inverso — i gestori comprano titoli solidi a dicembre per mostrarli in portafoglio e li vendono a gennaio. L'effetto è stato più forte sulle small cap e sui titoli che hanno performato peggio nell'anno precedente. Dalla sua scoperta, l'effetto si è attenuato significativamente: i mercati efficaci tendono a incorporare le anomalie note, rendendole meno sfruttabili. In Italia, dove il sistema fiscale è diverso dagli USA (il tax-loss selling è meno comune per i retail in regime amministrato), l'effetto è meno pronunciato.