Il costo del capitale: la soglia che non compare in bilancio

Guida Investimenti18 settembre 2026·MarketSider Research · editor·3 min di lettura

Che cos'è

Il costo del capitale è il rendimento minimo che un'impresa deve ottenere sul capitale impiegato per non distruggere valore. Ha due componenti che si conoscono in modi molto diversi.

Il costo del debito si osserva: si legge dagli oneri finanziari rapportati al debito, oppure dal rendimento di mercato delle obbligazioni emesse.

Il costo del capitale proprio si stima. Non è un esborso, è un costo opportunità: il rendimento che gli azionisti otterrebbero altrove a parità di rischio.

Perché conta

Questa asimmetria ha una conseguenza pratica: il costo del debito viene preso sul serio perché si vede a conto economico, quello del capitale proprio viene trascurato perché non si vede.

Eppure è il secondo a definire la soglia. Reinvestire utili senza superare il rendimento richiesto dagli azionisti significa impiegare risorse che avrebbero reso di più restituite.

Come funziona

Il costo del debito si ricava con relativa facilità, e va corretto per il beneficio fiscale quando gli interessi sono deducibili e ci sono utili imponibili da ridurre.

Il costo del capitale proprio si costruisce per strati: un tasso privo di rischio, un premio per il rischio di mercato, e una correzione per la sensibilità della singola impresa a quel rischio.

Ogni strato comporta scelte: quale titolo di Stato come riferimento, su quale orizzonte stimare il premio, su quale periodo misurare la sensibilità. Stime diverse producono soglie diverse, ed è onesto dichiararlo.

Come si calcola

ROIC = NOPAT / capitale investito

Il rendimento del capitale investito è il termine che va confrontato con il costo appena stimato. Un rendimento del 12% con un costo del capitale del 7% descrive un'impresa che crea valore a ogni euro reinvestito; lo stesso 12% con un costo del 15% descrive il contrario.

È questo confronto — non il livello isolato di nessuno dei due — il criterio di creazione di valore.

Come si interpreta

Vale la pena trattare il costo del capitale come un intervallo, non come un numero. La sensibilità del risultato alle ipotesi è alta, e una valutazione che regge solo con una stima puntuale è fragile.

Il confronto più informativo è nel tempo: un'impresa il cui rendimento del capitale si avvicina progressivamente al costo sta perdendo il proprio vantaggio, indipendentemente dai ricavi.

Errori frequenti

Il primo è ignorare il costo del capitale proprio perché non compare nei prospetti.

Il secondo è usare un costo del capitale uniforme per attività con rischi diversi dentro la stessa impresa.

Il terzo è presentare come precisa una stima che dipende da tre scelte discrezionali.

Dove si incastra

Il costo del capitale è il ponte fra la struttura finanziaria e la valutazione: è il tasso di sconto di ogni flusso futuro.

Da qui in avanti

Il passo successivo guarda a come la struttura dei costi, indipendentemente dal finanziamento, amplifica i risultati.

Metodologia

Come è costruito questo contenuto

Questa pagina fa parte di MarketSider Knowledge, il layer esplicativo di MarketSider. È contenuto educativo: spiega concetti, meccanismi e metriche della finanza, e non commenta l'andamento dei mercati.

Ogni nodo nasce dallo stesso schema strutturato, che risponde sempre alle stesse domande: che cos'è, perché conta, come funziona, come si calcola quando esiste una formula, come si interpreta, quali sono gli errori frequenti, come si collega al resto del sistema finanziario e che cosa conviene approfondire dopo.

Prima della pubblicazione il testo viene verificato su quattro piani:

  • terminologia — i termini tecnici corrispondono alle voci del glossario MarketSider a cui la pagina rimanda;
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  • coerenza interna — definizioni, esempi e rimandi non si contraddicono fra loro né rispetto agli altri nodi del layer.

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Fonti

  1. Return Measures: Return on Capital (ROC) and Return on Invested Capital (ROIC) — Aswath Damodaran — NYU Stern School of Business · Consultato 18 settembre 2026Costruzione di ROIC e NOPAT, definizione del capitale investito e confronto fra rendimento del capitale e costo del capitale come criterio di creazione di valore.

Nota editoriale

Avvertenza

Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.

Le informazioni di mercato, la normativa e il trattamento fiscale possono cambiare nel tempo e variare in base al Paese e alla situazione individuale. Prima di prendere una decisione, valuta le tue circostanze e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Domande frequenti

Perche' il costo del capitale proprio non e' in bilancio?
Perche' e' un costo opportunita', non un esborso. Gli azionisti non emettono fattura: il rendimento che richiedono esiste come alternativa rinunciata, e per questo non compare in nessun prospetto.
Come si stima il rendimento richiesto dagli azionisti?
Di norma partendo da un tasso privo di rischio, aggiungendo un premio per il rischio di mercato e correggendo per la sensibilita' del titolo. Ogni passaggio comporta una scelta discrezionale.
Qual e' il criterio di creazione di valore?
Il confronto fra rendimento del capitale investito e costo del capitale. Se il primo supera stabilmente il secondo l'impresa crea valore reinvestendo; se resta sotto, la crescita distrugge valore.
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