Struttura del capitale: debito o mezzi propri
Che cos'è
La struttura del capitale è la combinazione di fonti con cui un'impresa finanzia il proprio capitale investito: debito finanziario da un lato, mezzi propri dall'altro.
Non è una conseguenza dell'attività: è una decisione, presa e rivista nel tempo, che determina il costo medio del capitale e la ripartizione del rischio fra azionisti e creditori.
Perché conta
Due imprese con lo stesso risultato operativo possono presentare utili netti e profili di rischio molto diversi solo per come si sono finanziate. Confrontarle sull'utile netto senza guardare la struttura porta a conclusioni sbagliate.
Conta anche perché il criterio di creazione di valore — il confronto fra rendimento del capitale investito e costo del capitale — ha proprio la struttura del capitale come determinante del secondo termine.
Come funziona
Il debito costa meno del capitale proprio per due ragioni. I creditori hanno priorità sui flussi e sul patrimonio in caso di insolvenza, quindi richiedono un rendimento inferiore. E gli interessi sono di norma deducibili, il che abbassa il costo effettivo.
Ne discende che aggiungere debito riduce il costo medio ponderato del capitale — fino a un certo punto. Oltre quella soglia, l'aumento della probabilità di dissesto fa salire il rendimento richiesto sia dai creditori sia dagli azionisti, e il beneficio si annulla.
Il rischio complessivo dell'attività non cambia con la struttura: cambia come viene distribuito. Più debito significa che una quota maggiore della variabilità del risultato operativo ricade sugli azionisti.
Come si calcola
WACC = (E/V)·Re + (D/V)·Rd·(1−t)
Il costo medio ponderato pesa il costo dei mezzi propri e quello del debito per la loro quota sul totale, tenendo conto del beneficio fiscale sugli interessi. È il tasso a cui si attualizzano i flussi dell'impresa intera.
Come si interpreta
La domanda utile non è quanto debito ha un'impresa, ma quanto ne può sostenere dati i suoi flussi. Un'attività regolata con ricavi prevedibili sopporta una struttura che affonderebbe un'impresa ciclica.
Va guardata la direzione nel tempo: una struttura che si appesantisce gradualmente senza un progetto dichiarato è un'informazione diversa da un indebitamento contratto per un'acquisizione specifica.
E vanno lette le scadenze insieme all'importo: il momento in cui il debito va rifinanziato conta quanto quanto ce n'è.
Errori frequenti
Il primo è considerare il debito un difetto: usato entro la capacità di servirlo, riduce il costo del capitale.
Il secondo è confrontare la leva fra settori come se la soglia di sostenibilità fosse universale.
Il terzo è dimenticare che il beneficio fiscale esiste solo se ci sono utili imponibili da ridurre.
Dove si incastra
La struttura del capitale collega il bilancio alla valutazione: determina il tasso a cui i flussi futuri vengono attualizzati, e quindi il valore.
Da qui in avanti
Il passo successivo entra nel dettaglio delle due componenti e di come si stimano.
Metodologia
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Fonti
- Return Measures: Return on Capital (ROC) and Return on Invested Capital (ROIC) — Aswath Damodaran — NYU Stern School of Business · Consultato 18 settembre 2026Costruzione di ROIC e NOPAT, definizione del capitale investito e confronto fra rendimento del capitale e costo del capitale come criterio di creazione di valore.
Nota editoriale
Avvertenza
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