CCI e Williams %R: oscillatori meno noti

Guida Investimenti18 settembre 2026·MarketSider Research · editor·3 min di lettura

Che cos'è

Il CCI misura di quanto il prezzo si sia allontanato dalla propria media recente, normalizzando lo scostamento per la dispersione del periodo.

Il Williams %R misura dove si collochi la chiusura dentro l'intervallo fra massimo e minimo del periodo osservato, su una scala rovesciata.

Entrambi appartengono alla famiglia degli oscillatori, insieme all'indice di forza relativa e allo stocastico.

Perché conta

Conoscerli serve meno a usarli che a capire una cosa più generale: la proliferazione degli indicatori tecnici non corrisponde a una proliferazione di informazione.

Tutti partono dalla stessa serie di prezzi e la trasformano in modi diversi. Quando concordano non si stanno confermando a vicenda: stanno ripetendo lo stesso dato.

Come funziona

Il CCI ha una caratteristica che lo distingue: la scala non è chiusa. Mentre l'indice di forza relativa vive fra zero e cento, il CCI può assumere valori molto ampi, e le soglie convenzionali che si usano sono per l'appunto convenzioni.

Il Williams %R è quasi identico allo stocastico nella costruzione, con l'orientamento invertito. La quasi-identità è istruttiva: due indicatori con nomi diversi e la stessa informazione.

La normalizzazione per la dispersione, nel CCI, rende i valori in qualche misura confrontabili fra strumenti diversi — cosa che gli indicatori basati sul livello di prezzo non permettono.

È l'unica differenza che porta con sé un vantaggio pratico reale: permette di confrontare quanto due strumenti si siano allontanati dalla propria norma, anche quando i loro prezzi non hanno nulla in comune.

Come si interpreta

Valgono le stesse cautele degli altri oscillatori. I valori estremi descrivono uno sbilanciamento del movimento recente, non una valutazione, e in una fase direzionale forte possono restare estremi a lungo.

Le soglie vanno confrontate con la storia recente dello stesso strumento, perché la scala di riferimento si sposta.

La rassegna empirica più ampia sulla profittabilità delle regole tecniche — 95 studi moderni, 56 positivi, 20 negativi, 19 misti — accompagna quel conteggio con l'avvertenza che la maggior parte degli studi soffre di selezione delle regole dopo aver visto i dati e di stime ottimistiche dei costi.

Errori frequenti

Il primo è accumulare oscillatori credendo di raccogliere conferme indipendenti.

Il secondo è importare le soglie di un indicatore su un altro, che ha una scala costruita diversamente.

Il terzo è scegliere l'indicatore dopo aver visto quale avrebbe funzionato sullo storico.

Dove si incastra

Questi due completano la famiglia degli oscillatori e chiariscono, per contrasto, che cosa distingue un indicatore da un altro: la trasformazione, non l'informazione.

Da qui in avanti

Il passo successivo guarda ai sistemi che provano a descrivere il mercato per intero invece che con una singola misura.

Metodologia

Come è costruito questo contenuto

Questa pagina fa parte di MarketSider Knowledge, il layer esplicativo di MarketSider. È contenuto educativo: spiega concetti, meccanismi e metriche della finanza, e non commenta l'andamento dei mercati.

Ogni nodo nasce dallo stesso schema strutturato, che risponde sempre alle stesse domande: che cos'è, perché conta, come funziona, come si calcola quando esiste una formula, come si interpreta, quali sono gli errori frequenti, come si collega al resto del sistema finanziario e che cosa conviene approfondire dopo.

Prima della pubblicazione il testo viene verificato su quattro piani:

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Fonti

  1. What do we know about the profitability of technical analysis? — Cheol Ho Park e Scott H. Irwin, Journal of Economic Surveys 21(4), 786-826 — University of Illinois · Pubblicato 1 settembre 2007 · Consultato 18 settembre 2026Rassegna di 95 studi moderni sulla profittabilita' delle strategie tecniche: 56 risultati positivi, 20 negativi, 19 misti. Gli autori segnalano che gran parte degli studi soffre di data snooping, selezione ex post delle regole e difficolta' nella stima di rischio e costi di transazione.

Nota editoriale

Avvertenza

Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.

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Domande frequenti

Che cosa misura il CCI?
Quanto il prezzo si e' allontanato dalla propria media recente, normalizzato per la dispersione del periodo. A differenza dell'RSI non ha una scala chiusa: puo' assumere valori molto ampi.
E il Williams %R?
Dove si colloca la chiusura all'interno dell'intervallo fra massimo e minimo del periodo. E' costruito in modo molto simile allo stocastico, con la scala rovesciata.
Sommare piu' oscillatori aumenta l'affidabilita'?
No. Sono tutti trasformazioni della stessa serie di prezzi: quando concordano non e' una conferma indipendente, e' la stessa informazione ripetuta in forme diverse.
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