Tassi e obbligazioni23 set 2026, 10:002 minuti di lettura

M&G: i rendimenti obbligazionari tornano attraenti dopo anni di scarsità

Secondo Andy Chorlton, Chief Investment Officer per il fixed income di M&G, l'aumento recente dei rendimenti obbligazionari ha reso finalmente interessante questa asset class dopo un lungo periodo di rendimenti deludenti.

Perché conta

Analisi MarketSider

L'aumento dei rendimenti obbligazionari a livelli reali positivi (2% sulle decennali USA/UK) migliora l'attrattività del fixed income e potrebbe spingere riallocazioni significative dai mercati azionari verso bond, supportando una rotazione settoriale verso value e difesa. L'incremento della competitività del reddito fisso esercita pressione verso il basso sui multipli azionari, particolarmente su tech/growth, mentre beneficia setter defensivi e finanziari.

Che cosa è successo

Secondo Andy Chorlton, Chief Investment Officer per il fixed income di M&G, l'aumento recente dei rendimenti obbligazionari ha reso finalmente interessante questa asset class dopo un lungo periodo di rendimenti deludenti. L'esperto evidenzia come i rendimenti reali (al netto dell'inflazione) siano diventati positivi, raggiungendo il 2% sulle obbligazioni decennali sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Chorlton sottolinea che questo rappresenta un buon punto di partenza per un asset class ancora considerato a basso rischio rispetto ad altre opportunità di investimento disponibili sui mercati. L'intervento del CIO di M&G riflette un cambio di sentiment nel mercato del reddito fisso, dove per anni gli investitori hanno sofferto di tassi vicini allo zero e rendimenti reali negativi. Con rendimenti reali positivi al 2%, le obbligazioni tornano a offrire un compenso adeguato ai detentori per il rischio assunto, rendendole nuovamente competitive nel contesto di asset allocation. Questa prospettiva potrebbe spingere fondi e investitori istituzionali a riconsiderare l'allocazione verso il fixed income.

Il contesto

A cosa somiglia, storicamente

Questo scenario richiama il periodo post-GFC (2009-2011) quando la riallocazione verso obbligazioni dai bond a tassi zero segnò il declino della liquidità azionaria; similmente, la Fed ha iniziato il ciclo di rialzi nel 2022 dopo anni di tassi vicini allo zero, parallelamente alla gestione della BCE che ha seguito con ritardo, creando disallineamenti che stanno ora normalizzandosi in Europa.

Rischi e opportunità

Rischi segnalati

  • Rotazione massizia da growth/tech verso value potrebbe generare correzioni significative su NVDA, MSFT, GOOGL con pressione sui multipli P/E
  • Aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe accelerare ulteriormente se l'inflazione rimane persistente, comprimendo ulteriormente i valori azionari
  • Divergenza BCE-Fed potrebbe creare volatilità nei cross-border flows e impattare negativamente finanziari europei con esposizione ai tassi

Opportunità segnalate

  • Riallocazione verso obbligazioni supporta finanziari USA (JPM, BAC, GS, MS) con margini di interesse più ampi grazie ai tassi più alti
  • Settori difensivi e value (utilities, telecomunicazioni, consumer staples) beneficiano della ricerca di rendimenti stabili con minore volatilità
  • Banche italiane (ISP.MI, UCG.MI, MB.MI) con significant fixed income exposure traggono beneficio dalla normalizzazione dei rendimenti reali

Lettura MarketSider della notizia, non una raccomandazione di investimento.

Le fonti

La notizia originale è di feeds.bloomberg.com.

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