Pensione

TFR (Trattamento di Fine Rapporto)

Somma accantonata dal datore di lavoro durante il rapporto di impiego e corrisposta al lavoratore alla cessazione del contratto, rivalutata annualmente secondo una formula stabilita per legge.

Il TFR si accantona ogni anno in misura pari a circa un dodicesimo della retribuzione annua lorda, e si rivaluta annualmente secondo una formula composta da un tasso fisso più una quota dell'inflazione ISTAT, per proteggerne il potere d'acquisto nel tempo. Il lavoratore può scegliere di lasciare il TFR maturando in azienda, dove le imprese con un certo numero di dipendenti lo versano a un fondo di tesoreria INPS, oppure destinarlo a un fondo di previdenza complementare, dove viene investito in strumenti finanziari con un potenziale di rendimento diverso rispetto alla rivalutazione garantita per legge. Questa scelta, spesso irreversibile una volta effettuata, è tra le decisioni previdenziali più rilevanti per un lavoratore dipendente italiano.

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Perché è importante

La scelta tra TFR in azienda e TFR in un fondo pensione dipende da orizzonte temporale, propensione al rischio e, per chi ha accesso a un fondo negoziale, dal contributo aggiuntivo del datore di lavoro che si ottiene solo destinando il TFR alla previdenza complementare.

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