Rischio di Base (Basis Risk)
Il rischio che uno strumento di copertura non si muova in perfetta correlazione con l'esposizione che dovrebbe proteggere, lasciando una parte di rischio residua non coperta (o, nel caso peggiore, amplificata).
Il rischio di base nasce ogni volta che si copre un'esposizione (hedging) usando uno strumento che non è identico all'oggetto da proteggere, ma solo correlato ad esso: un future su un indice per proteggere un portafoglio di titoli simili ma non identici a quell'indice, un ETF che replica un paniere di materie prime per coprire l'esposizione a una singola commodity, o una valuta 'proxy' usata per coprire un'esposizione in una valuta meno liquida. Finché la correlazione tra lo strumento di copertura e l'esposizione reale resta stabile, l'hedge funziona bene; il rischio di base è precisamente il rischio che questa correlazione cambi in modo imprevisto, lasciando scoperta (o addirittura amplificando) una parte della posizione che si credeva protetta. La Bank for International Settlements definisce il rischio di base come il rischio che il valore di un asset e della sua copertura si muovano l'uno contro l'altro, aggravando anziché mitigando le perdite. È un concetto centrale anche nel mondo degli ETF: un ETF sintetico che replica un indice tramite uno swap ha, oltre al rischio di controparte, anche un rischio di base residuo se lo swap non riesce a replicare perfettamente il paniere di riferimento; allo stesso modo, la differenza tra il rendimento di un ETF e quello del suo indice (tracking difference/tracking error) è in parte espressione proprio di un rischio di base tra il paniere fisico detenuto dal fondo e l'indice teorico. Il rischio di base è raramente eliminabile del tutto quando si usa una copertura incrociata (cross hedge, cioè uno strumento diverso ma correlato all'esposizione originale), ed è per questo che nessun hedge, nella pratica, è mai perfetto al 100%.