Parità del Potere d'Acquisto (PPP)
Teoria economica secondo cui i tassi di cambio a lungo termine si aggiustano per riflettere le differenze di prezzo tra paesi per beni identici. Il Big Mac Index dell'Economist è l'applicazione più famosa e intuitiva.
La PPP afferma che un paniere di beni identico dovrebbe costare lo stesso in tutti i paesi una volta convertito nella stessa valuta. Se una pizza Margherita costa 10€ in Italia e 15$ negli USA, il tasso PPP euro/dollaro implicito è 1,50 — se il tasso di mercato è 1,10, il dollaro è "sopravvalutato" in termini PPP del 36%. La PPP è utile come strumento di valutazione delle valute nel lungo periodo, ma può restare in disequilibrio per decenni a causa di differenze di produttività (effetto Balassa-Samuelson: i paesi più produttivi tendono ad avere valute strutturalmente più forti della PPP). Il PIL misurato a PPP (usato da FMI e Banca Mondiale) corregge le differenze di potere d'acquisto locali: in questa metrica la Cina supera già gli USA per dimensioni economiche. Per gli investitori, la PPP suggerisce che valute significativamente discostate dalla parità tendono a convergervi nel lungo periodo, offrendo opportunità (valute "economiche") o rischi (valute "care").