Gestione del Rischio

Information Ratio

Misura quanto rendimento in eccesso genera un gestore rispetto al suo benchmark, per unità di tracking error assunto. Più alto è, più efficacemente il gestore converte le proprie scommesse attive in extra-rendimento.

L'Information Ratio (IR) si calcola dividendo il rendimento attivo medio di un portafoglio (la differenza tra il rendimento del portafoglio e quello del suo benchmark) per il tracking error, cioè la deviazione standard di quella stessa differenza di rendimento nel tempo. È concettualmente simile allo Sharpe ratio, ma mentre lo Sharpe confronta il rendimento in eccesso rispetto al tasso privo di rischio con la volatilità totale, l'Information Ratio confronta il rendimento in eccesso rispetto a un benchmark specifico (non al tasso privo di rischio) con la volatilità di quello scostamento (non la volatilità totale del portafoglio). È la metrica per eccellenza per valutare l'abilità di un gestore attivo: un Information Ratio alto significa che il gestore riesce a generare extra-rendimento rispetto al benchmark in modo consistente, senza che questo richieda scostamenti ampi e irregolari (alto tracking error) dal benchmark stesso. Un gestore che batte il benchmark di poco ma con grande regolarità avrà un Information Ratio più alto di uno che lo batte di molto ma in modo erratico, perché il secondo caso implica un tracking error molto più elevato. Il concetto, sistematizzato nel testo di riferimento 'Active Portfolio Management' di Grinold e Kahn, è centrale nel dibattito su gestione attiva vs passiva: un fondo attivo con Information Ratio storicamente vicino allo zero non sta aggiungendo valore prevedibile rispetto al proprio benchmark al netto del rischio di scostamento assunto, indipendentemente dal rendimento assoluto ottenuto in un singolo periodo favorevole.

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