Goodwill (Avviamento)
Valore pagato in un'acquisizione superiore al fair value degli asset netti della società acquistata, rappresentando il premio per brand, clientela, tecnologia e posizionamento competitivo che non appare negli asset tangibili.
Quando un'azienda ne acquisisce un'altra pagando 10 miliardi su asset netti che valgono 6 miliardi, i 4 miliardi di differenza vengono iscritti come goodwill nello stato patrimoniale dell'acquirente. Secondo i principi contabili internazionali (IFRS) e US GAAP, il goodwill non viene più ammortizzato periodicamente ma soggetto a impairment test annuale: se il valore recuperabile scende sotto il valore contabile, l'azienda registra una svalutazione (write-down) che impatta l'utile. Il goodwill è un intangibile controverso: indica che l'acquirente ha pagato per qualcosa che i bilanci non catturano (brand loyalty, know-how), ma è anche un segnale di potenziale overpaying. Acquisizioni seriali di aziende con alto goodwill accumulato aumentano il rischio di futuri write-down. In Italia, l'avviamento generato internamente non è capitalizzabile; solo quello derivante da acquisizioni è iscritto in bilancio.