Greenwashing: come si riconosce

Guida Investimenti18 settembre 2026·MarketSider Research · editor·3 min di lettura

Che cos'è

Il greenwashing è la distanza fra un'affermazione di sostenibilità e ciò che la sostiene: una descrizione che suggerisce più di quanto la documentazione dimostri.

Non richiede malafede. Nasce spesso dall'uso di termini privi di definizione condivisa, in un ambito dove ogni operatore poteva scegliere il proprio vocabolario.

Perché conta

Un'affermazione non verificabile non è informazione: è marketing. Finché "sostenibile" significava cose diverse per ciascuno, nessuna affermazione era falsificabile — e nemmeno confermabile.

L'intero impianto normativo europeo si può leggere come una risposta a questo problema: prima le definizioni, poi gli obblighi di dichiarazione, infine la comparabilità.

Come funziona

Il primo strumento è la classificazione: la tassonomia definisce criteri per stabilire quali attività economiche siano ambientalmente sostenibili, con criteri tecnici specifici per ciascuno dei sei obiettivi ambientali. Un'affermazione può così essere confrontata con uno standard.

Il secondo è l'informativa: il regolamento sull'informativa di sostenibilità impone di dichiarare come i rischi di sostenibilità sono integrati e quali effetti negativi gli investimenti producono. La dichiarazione è un documento, non una campagna.

Il terzo è la rendicontazione delle imprese, che fornisce i dati sottostanti secondo standard comuni.

Insieme, i tre livelli trasformano un'affermazione in qualcosa che si può controllare.

Come si interpreta

Quattro domande fanno quasi tutto il lavoro. Che obiettivo dichiara l'informativa precontrattuale? Quale quota è allineata a criteri definiti? Quali dati sono rendicontati dalle imprese e quali stimati da terzi? Che cosa il prodotto esclude concretamente?

Un segnale ricorrente è lo scarto fra il registro del materiale commerciale e quello dei documenti obbligatori: il primo evocativo, il secondo prudente.

Un altro è l'assenza di una misura. Le affermazioni che non si accompagnano a una grandezza verificabile non sono contestabili perché non dicono nulla di preciso.

Un terzo segnale è l'orizzonte. Un impegno riferito a una data lontana, senza tappe intermedie verificabili, non è falsificabile nel periodo in cui qualcuno potrebbe controllarlo.

Errori frequenti

Il primo è giudicare dal nome del prodotto, che non è soggetto agli stessi obblighi dei documenti.

Il secondo è considerare un'esclusione settoriale equivalente a un obiettivo di sostenibilità: dice che cosa non si detiene, non che cosa si persegue.

Il terzo è affidarsi ai punteggi di sintesi senza sapere che cosa aggregano e con quali pesi.

Dove si incastra

Questo nodo chiude il percorso sulla sostenibilità mostrando a che cosa serve, in pratica, l'architettura normativa: rendere verificabile ciò che altrimenti resterebbe una parola.

Da qui in avanti

Il passo successivo cambia ambito e affronta un settore in cui il quadro europeo è altrettanto recente: le cripto-attività.

Metodologia

Come è costruito questo contenuto

Questa pagina fa parte di MarketSider Knowledge, il layer esplicativo di MarketSider. È contenuto educativo: spiega concetti, meccanismi e metriche della finanza, e non commenta l'andamento dei mercati.

Ogni nodo nasce dallo stesso schema strutturato, che risponde sempre alle stesse domande: che cos'è, perché conta, come funziona, come si calcola quando esiste una formula, come si interpreta, quali sono gli errori frequenti, come si collega al resto del sistema finanziario e che cosa conviene approfondire dopo.

Prima della pubblicazione il testo viene verificato su quattro piani:

  • terminologia — i termini tecnici corrispondono alle voci del glossario MarketSider a cui la pagina rimanda;
  • formule — dove una grandezza si calcola, l'espressione è verificata su un esempio numerico, e i limiti di validità sono dichiarati insieme alla formula;
  • relazioni — i collegamenti ad altri concetti e contenuti puntano a pagine che esistono, e non vengono creati per somiglianza di nome;
  • coerenza interna — definizioni, esempi e rimandi non si contraddicono fra loro né rispetto agli altri nodi del layer.

Le spiegazioni sono scritte per durare: dove un dato numerico invecchierebbe in fretta, il testo preferisce il meccanismo al valore puntuale. La pagina viene aggiornata quando un cambiamento è sostanziale — una definizione che evolve, una formula da precisare, un collegamento che cambia — e non a ogni oscillazione di mercato.

Fonti

  1. EU taxonomy for sustainable activities — European Commission — DG FISMA · Consultato 18 settembre 2026Sistema di classificazione che definisce criteri per le attivita' economiche coerenti con la neutralita' climatica al 2050. Sei obiettivi ambientali: mitigazione, adattamento, acque e risorse marine, economia circolare, prevenzione dell'inquinamento, biodiversita' ed ecosistemi. I criteri di vaglio tecnico sono definiti con atti delegati e di esecuzione (Reg. UE 2020/852).
  2. Sustainability-related disclosure in the financial services sector — European Commission — DG FISMA · Consultato 18 settembre 2026Regolamento SFDR (UE 2019/2088): obblighi di informativa sulla sostenibilita' per i partecipanti ai mercati finanziari, sui rischi di sostenibilita' e sugli effetti negativi degli investimenti.

Nota editoriale

Avvertenza

Questo contenuto ha finalità informative e didattiche. Non è una consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, non tiene conto della situazione, degli obiettivi o della propensione al rischio di chi legge, e non costituisce una raccomandazione a comprare, vendere o detenere alcuno strumento finanziario.

Le informazioni di mercato, la normativa e il trattamento fiscale possono cambiare nel tempo e variare in base al Paese e alla situazione individuale. Prima di prendere una decisione, valuta le tue circostanze e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Domande frequenti

Perche' la tassonomia aiuta a riconoscerlo?
Perche' definisce criteri comuni per stabilire quali attivita' economiche siano ambientalmente sostenibili. Un vocabolario condiviso rende un'affermazione confrontabile con uno standard invece che con il buon senso.
Quali domande porre davanti a un prodotto 'verde'?
Quale obiettivo dichiara nell'informativa precontrattuale, quale quota e' allineata a criteri definiti, quali dati sono rendicontati e quali stimati, e che cosa esclude concretamente.
Un'esclusione settoriale basta a rendere un prodotto sostenibile?
E' una scelta di portafoglio, non un obiettivo di sostenibilita'. Dice che cosa il prodotto non detiene, il che e' informativo ma diverso dal dichiarare un risultato ambientale perseguito.
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