Fiscalità

Regime Gestito (GPM)

Regime fiscale applicato alle gestioni patrimoniali (GPM), che tassa un unico risultato di gestione annuale invece delle singole operazioni, con compensazione piena tra redditi di capitale e redditi diversi.

Il regime gestito è uno dei tre regimi fiscali applicabili agli investimenti finanziari in Italia, insieme al regime amministrato e al regime dichiarativo. Si applica automaticamente a chi sottoscrive un mandato di gestione patrimoniale mobiliare (GPM) presso una banca o una SIM, dove l'investitore delega la gestione discrezionale del portafoglio secondo una linea di investimento concordata. A differenza degli altri due regimi, che tassano ogni singola operazione (vendita di un titolo, incasso di un dividendo) come evento fiscale a sé stante, il regime gestito calcola un unico risultato di gestione annuale: la differenza tra il valore del patrimonio a fine anno e quello a inizio anno, rettificato per conferimenti e prelievi. Questo risultato include dividendi, interessi, plusvalenze e minusvalenze realizzate, e persino le plusvalenze non ancora realizzate sui titoli ancora in portafoglio. Se il risultato è positivo, si applica l'imposta sostitutiva (26%, o 12,5% sulla componente da titoli di Stato white list); se è negativo, si genera una minusvalenza di gestione riportabile nei quattro anni successivi. La caratteristica distintiva è che, a differenza degli altri regimi, la compensazione tra redditi di capitale (dividendi, interessi) e redditi diversi (plusvalenze/minusvalenze) è piena e automatica, senza la barriera categoriale che normalmente impedisce a una minusvalenza di ridurre l'imposta su un dividendo. Il rovescio della medaglia di questo vantaggio è che il risultato di gestione include anche le plusvalenze non ancora realizzate sui titoli detenuti a fine anno, non solo i guadagni effettivamente incassati tramite vendita: un investitore in regime gestito può quindi dover versare imposta su un incremento di valore ancora presente solo sulla carta, una differenza sostanziale rispetto al regime amministrato, dove l'imposta scatta esclusivamente alla cessione effettiva del titolo. Le gestioni patrimoniali comportano inoltre tipicamente commissioni di gestione più elevate rispetto a un conto titoli amministrato autogestito, spesso nell'ordine dell'1%-2% annuo del patrimonio, un costo che va sempre confrontato con il beneficio fiscale della compensazione ampia prima di valutare la reale convenienza dello strumento. Il regime gestito tende a risultare più vantaggioso per portafogli con elevata movimentazione e una combinazione variabile di redditi di capitale e redditi diversi nel corso dell'anno, mentre risulta meno indicato per una strategia passiva di lungo periodo basata su pochi ETF ad accumulazione, dove il regime amministrato permette di rinviare la tassazione fino alla vendita effettiva.

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