Criterio fiscale italiano per calcolare la plusvalenza su vendite parziali di titoli fungibili: si considerano venduti per primi gli acquisti più recenti (Last In, First Out).
Il criterio LIFO (Last In, First Out) è il metodo ordinariamente utilizzato in Italia per determinare il costo fiscale da usare nel calcolo della plusvalenza o minusvalenza quando si vende solo una parte di una posizione in titoli fungibili — stesso ISIN, acquistati in momenti diversi a prezzi diversi, come tipicamente accade con un ETF acquistato tramite Piano di Accumulo. Secondo il LIFO, si considerano venduti per primi i titoli acquistati per ultimi: il costo fiscale utilizzato è quello dell'acquisto più recente tra quelli non ancora consumati da vendite precedenti. Questo criterio si contrappone al FIFO (First In, First Out), che considera venduti per primi i titoli più vecchi, e al costo medio ponderato, che calcola una media tra tutti gli acquisti. La scelta del criterio cambia concretamente l'imposta dovuta: in un mercato che è salito nel tempo, il LIFO tende a generare una plusvalenza tassabile minore rispetto al FIFO, perché usa come riferimento il prezzo di carico più recente e più alto. In regime amministrato, l'intermediario applica il LIFO automaticamente senza intervento dell'investitore. Il criterio ha un'implicazione pratica rilevante per chi investe tramite Piano di Accumulo Capitale, accumulando nel tempo molti lotti di acquisto a prezzi diversi: una vendita parziale non utilizza necessariamente il lotto che l'investitore ha in mente, ma sempre quello più recente tra quelli residui, il che può produrre un risultato fiscale diverso da quello atteso, soprattutto in strategie di loss harvesting pianificate su un lotto specifico più vecchio. Quando un investitore trasferisce un dossier titoli da un intermediario a un altro, il nuovo intermediario deve ricevere e mantenere la stratificazione storica dei lotti di acquisto con i relativi prezzi di carico originari, in modo che il criterio LIFO continui ad applicarsi correttamente sulla base reale e non su un nuovo costo fittizio pari al valore di trasferimento, un dettaglio da verificare esplicitamente in caso di cambio di broker. La maggior parte degli intermediari italiani in regime amministrato fornisce, tramite l'area riservata o l'estratto conto fiscale, il dettaglio dei lotti di acquisto residui e il relativo costo fiscale calcolato secondo il LIFO: verificarlo prima di una vendita parziale evita sorprese rispetto al risultato fiscale atteso, specialmente in ottica di ottimizzazione fiscale di fine anno. Il criterio applicabile può presentare varianti in regime dichiarativo o gestito rispetto al caso standard del regime amministrato qui descritto, e la disciplina di dettaglio per strumenti complessi come derivati o prodotti strutturati può differire da quella riservata ad azioni ed ETF ordinari.