Istat rivede al ribasso: Pil 2023 a +0,7%, sotto le stime governative
L'Istat ha certificato una crescita del Pil italiano dello 0,7% nel 2023, inferiore alle previsioni del governo che stimava +0,8% nella Nadef. Il dato colloca l'Italia in posizione intermedia rispetto ai principali partner europei: la Spagna accelera a +2,5% mentre la Germania contrae di -0,3%. Il rallentamento dell'economia italiana è attribuibile principalmente all'escalation del conflitto israelo-palestinese nel quarto trimestre, che ha innescato un'ondata di incertezza e compresso i consumi. Per gli investitori, la revisione al ribasso evidenzia una crescita modesta dell'economia italiana rispetto al contesto europeo, con implicazioni per i multipli di valutazione delle aziende domestiche e per le prospettive di utili. Il differenziale di crescita con la Spagna rimane preoccupante, segnalando una perdita di competitività strutturale. L'outlook per il 2024 dipenderà dalla stabilizzazione geopolitica e dalla capacità delle politiche fiscali di sostenere la domanda interna.
Questa notizia è rilevante perché la revisione al ribasso del PIL italiano a +0,7% (vs +0,8% atteso) comprime le valutazioni dei titoli domestici e aumenta il risk premium sui bond sovrani italiani, con ripercussioni su banche e large-cap italiane. Il differenziale di crescita con la Spagna (-1,8 pp) evidenzia perdita di competitività strutturale, deprimendo sentiment su titoli ciclici europei e inducendo rotazione verso asset difensivi.
Simile alla revisione al ribasso del PIL 2022 (gennaio 2023) quando l'Istat certificò crescita inferiore alle stime, generando volatilità su banche italiane e obbligazioni sovrane. Parallelo al contesto post-COVID 2021-2022 dove divergenze di crescita tra Paesi UE hanno ampliato spread sovrani e differenziali di valutazione tra mercati.
- Accumulo su banche italiane se spread sovrani si stabilizzano (valutazioni depresse offrono margine di rimbalzo)
- Posizionamento su titoli defensivi e utility europei (ENEL.MI, ENI.MI) meno sensibili al ciclo economico debole
- Opportunità su titoli esportatori tedeschi/francesi che potrebbero beneficiare da debolezza dell'euro e domanda esterna verso mercati emergenti
- Ulteriore compressione dei multipli P/E su titoli small/mid-cap italiani legata a prospettive di utili inferiori
- Allargamento dello spread BTP-Bund su timori di sostenibilità fiscale italiana in scenario di crescita sub-potenziale
- Estensione della volatilità geopolitica medio-orientale che potrebbe frenare ulteriormente consumi e investimenti nel Q1 2024
- Andamento di ISP.MI, UCG.MI, MB.MI nelle prossime sedute
- Estensione della volatilità geopolitica medio-orientale che potrebbe frenare ulteriormente consumi e investimenti nel...
- Evoluzione del sentiment e dati macro collegati
- Reazione dei mercati nelle prossime 24-48 ore


