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Crisi Iran non basta: i gestori attivi perdono ancora contro l'indice

Crisi Iran non basta: i gestori attivi perdono ancora contro l'indice

Il recente conflitto tra Stati Uniti e Iran ha rappresentato un test cruciale per i gestori di fondi attivi, che teoricamente dovrebbero sfruttare volatilità geopolitica e incertezza per battere il mercato. Invece, anche questa situazione ha confermato la tendenza storica: la stragrande maggioranza dei fondi gestiti attivamente continua a sottoperformare gli indici passivi. Gli investitori che hanno scommesso su capacità di timing e selezione titoli hanno di nuovo perso contro chi semplicemente detiene un portafoglio diversificato a basso costo. Questo accade perché i mercati incorporano rapidamente le informazioni, rendendo quasi impossibile per i professionisti anticipare i movimenti. I costi elevati dei fondi attivi (commissioni, turnover, tasse) amplificano ulteriormente il divario negativo rispetto agli ETF passivi. Per gli investitori italiani, la lezione è chiara: il fai-da-te con selezione titoli e timing strategico raramente ripaga rispetto a una strategia passiva a basso costo, indipendentemente dalla volatilità geopolitica.

Perché è importante

La notizia evidenzia il persistente underperformance dei fondi attivi rispetto agli indici passivi anche in contesti di elevata volatilità geopolitica, determinando una potenziale accelerazione dei flussi verso ETF passivi a basso costo e una contrazione delle commissioni sui gestori attivi. Questo fenomeno amplifica la pressione sui fondi tradizionali e rafforza la domanda per strumenti passivi, con implicazioni dirette su valutazioni e margini delle società di asset management.

SPY
S&P 500 ETF (SPY)
748.63
+0.88%
QQQ
Nasdaq 100 ETF (QQQ)
709.57
+1.94%
VTI
Total Market ETF (VTI)
DIA
Dow Jones ETF (DIA)
517.94
-0.55%
ARKK
ARK Innovation ETF (ARKK)
74.95
-0.33%
VOO
Vanguard S&P 500 ETF (VOO)
IWM
Russell 2000 ETF (IWM)
292.31
-0.59%
BLK
BlackRock Inc.
1054
-1.69%
JPM
JPMorgan Chase & Co.
334.47
+0.12%
AXP
American Express Co.
351.93
-0.96%
Analisi AI
OPPORTUNITÀ
· Crescita della domanda per ETF passivi e piattaforme automatizzate di robo-advisory che offrono diversificazione a costi ultra-bassi
· Consolidamento del settore con acquisizioni di piccole SGR da parte di grandi player globali con piattaforme passive scalabili
RISCHI
· Accelerazione della transizione dai fondi attivi ai passivi con erosione delle fee strutturali per asset manager tradizionali
· Compressione dei margini e della redditività per gestori come Eurizon, Amundi e altre SGR italiane che dipendono da commissioni attive
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