Calo petrolio apre opportunità su azioni europee, secondo JPMorgan
Karen Ward, chief strategist di JPMorgan Asset Management, consiglia di aumentare l'esposizione azionaria europea, ritenendo che il calo dei prezzi del petrolio creerà condizioni favorevoli per le borse del vecchio continente. L'analista sostiene che la riduzione dei costi energetici avrà effetti positivi sulla redditività delle imprese europee, particolarmente vulnerabili agli shock petroliferi. Secondo questa tesi, minori spese energetiche si tradurranno in margini operativi più ampi e maggior potenziale di rivalutazione dei titoli. L'indicazione è rilevante per gli investitori italiani ed europei perché suggerisce un'opportunità di entry point su mercati azionari che hanno sottoperformato rispetto ai colleghi americani negli ultimi mesi. Un petrolio più debole allevia inoltre le pressioni inflazionistiche, agevolando le banche centrali nelle decisioni di politica monetaria e supportando i multipli di valutazione delle azioni.
Questa notizia è rilevante perché il calo petrolifero crea un tailwind strutturale per le azioni europee grazie alla riduzione dei costi energetici e della pressione inflazionistica, generando potenziale di rivalutazione dei multipli P/E. JPMorgan identifica un entry point interessante nei mercati sottoperformanti del Vecchio Continente, con margini operativi destinati ad espandersi e supporto dalle politiche monetarie centrali.
Analogo a quanto accaduto nel 2020-2021 quando il crollo petrolifero post-COVID beneficiò i titoli europei non-energy; ricorda anche il ciclo 2014-2015 quando i prezzi scesero sotto $40/bbl favorendo i sectori non-oil exposed dell'area. La tesi di JPMorgan riflette l'inversione del paradigma degli ultimi 18 mesi quando l'energia costosa penalizzava le aziende europee.
- Rotazione dai tech/difensivi europei verso cyclical e value europei sottovalutati
- Riallocazione da Treasury USA (TLT) verso obbligazioni europee con yield migliorato
- Specifico accesso a large-cap europee a basso costo energetico (utilities, industriali, consumer discrezionali) con multipli di valutazione ancora comprimibili
- Volatilità geopolitica (conflitto Medio Oriente/Russia) potrebbe invertire il calo petrolifero a breve termine
- Rischio recessione europea potrebbe compensare il beneficio dei margini bassi
- Debilitazione della valuta EUR rispetto a USD eroderebbe i vantaggi competitivi derivanti da energia più cheap
- Andamento di JPM, XLE, XOM nelle prossime sedute
- Debilitazione della valuta EUR rispetto a USD eroderebbe i vantaggi competitivi derivanti da energia più cheap
- Evoluzione del sentiment e dati macro collegati
- Reazione dei mercati nelle prossime 24-48 ore


