Come Leggere lo Spread Denaro-Lettera (Bid-Ask)
- Lo spread denaro-lettera è la differenza tra il prezzo massimo di acquisto (denaro) e il prezzo minimo di vendita (lettera) disponibili in un dato momento.
- È un costo implicito, distinto dalla commissione esplicita del broker, che si manifesta automaticamente ogni volta che si effettua un'operazione a mercato.
- Su strumenti poco liquidi lo spread può superare l'1-2% del prezzo, mentre su ETF ampiamente scambiati resta tipicamente sotto lo 0,1%.
Lo spread è il costo di negoziazione che quasi nessun investitore retail controlla attivamente, eppure può pesare più della commissione esplicita su strumenti poco liquidi.
In sintesi: lo spread denaro-lettera (bid-ask spread) è la differenza tra il prezzo massimo che qualcuno è disposto a pagare per comprare uno strumento (denaro/bid) e il prezzo minimo a cui qualcuno è disposto a venderlo (lettera/ask) in un dato momento. Uno spread stretto indica alta liquidità e basso costo implicito di negoziazione; uno spread ampio indica bassa liquidità e un costo nascosto che si aggiunge alle commissioni esplicite del broker.
Ogni volta che si acquista o vende uno strumento finanziario quotato, oltre alla commissione esplicita addebitata dal broker, esiste un costo implicito rappresentato dallo spread denaro-lettera — un costo spesso trascurato dagli investitori retail ma che può risultare significativo, specialmente su strumenti poco liquidi.
1. Cosa sono denaro e lettera
Il "denaro" (bid, in inglese) rappresenta il prezzo più alto che un compratore è disposto a pagare in quel momento per acquistare lo strumento. La "lettera" (ask o offer, in inglese) rappresenta il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a cedere lo strumento in quel momento. La differenza tra questi 2 prezzi è lo spread.
Se un'azione ha denaro a 10,00 euro e lettera a 10,05 euro, lo spread è di 0,05 euro, corrispondente allo 0,5% del prezzo — chi acquista immediatamente paga 10,05 euro, chi vende immediatamente incassa 10,00 euro, con la differenza che rappresenta essenzialmente il compenso per chi fornisce liquidità al mercato (i market maker).
2. Perché lo spread è un costo reale, anche se nascosto
A differenza della commissione esplicita del broker, chiaramente indicata prima di ogni operazione, lo spread denaro-lettera è un costo implicito che si manifesta automaticamente ogni volta che si effettua un'operazione a mercato. Chi compra e rivende immediatamente lo stesso strumento, senza alcuna variazione di prezzo di mercato nel frattempo, subirebbe comunque una perdita pari allo spread, semplicemente per aver attraversato il differenziale tra denaro e lettera due volte.
Su strumenti molto liquidi — come i principali ETF su indici globali o le azioni delle maggiori aziende quotate — lo spread è tipicamente molto contenuto, spesso inferiore allo 0,05-0,1% del prezzo, rendendo questo costo trascurabile per la maggior parte degli investitori con orizzonte di lungo periodo.
3. Quando lo spread diventa significativo
Lo spread tende ad ampliarsi significativamente su strumenti poco liquidi: azioni a piccola capitalizzazione con volumi di scambio contenuti, ETF di nicchia con patrimonio gestito ridotto, o strumenti negoziati su mercati con orari di apertura limitati. In questi casi, lo spread può facilmente superare l'1-2% del prezzo, rappresentando un costo di negoziazione significativamente superiore rispetto alla commissione esplicita del broker.
Lo spread tende inoltre ad ampliarsi temporaneamente durante periodi di alta volatilità di mercato o in prossimità della chiusura e apertura delle sessioni di negoziazione, quando i market maker richiedono un compenso maggiore per il rischio aggiuntivo di fornire liquidità in condizioni meno prevedibili.
4. Come limitare l'impatto dello spread
Preferire strumenti ad alta liquidità: per la componente core del portafoglio, privilegiare ETF di grandi dimensioni su indici ampiamente seguiti, che tipicamente offrono spread molto contenuti grazie agli elevati volumi di scambio giornalieri.
Usare ordini limite invece di ordini a mercato su strumenti meno liquidi: un ordine limite permette di specificare il prezzo massimo di acquisto o minimo di vendita accettabile, evitando di subire automaticamente l'intero spread in condizioni di bassa liquidità momentanea.
Evitare di negoziare in prossimità di apertura e chiusura dei mercati: gli spread tendono a essere più ampi nei primi e ultimi minuti di negoziazione, quando la liquidità è tipicamente inferiore rispetto alle ore centrali della sessione.
Verificare lo spread prima di operazioni significative: per operazioni di importo elevato su strumenti meno comuni, verificare lo spread corrente prima di procedere permette di valutare se il costo implicito dell'operazione è accettabile o se conviene attendere condizioni di mercato più favorevoli.
Conclusione
Lo spread denaro-lettera è un costo di negoziazione reale ma spesso trascurato dagli investitori retail, particolarmente rilevante su strumenti poco liquidi dove può superare significativamente le commissioni esplicite del broker. Per un investitore con strategia di lungo periodo concentrata su ETF ampiamente diversificati e liquidi, questo costo risulta generalmente marginale; diventa invece un fattore da considerare attentamente per chi opera su strumenti di nicchia o con frequenza di negoziazione elevata.
MarketSider Research
Contenuto educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti.